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Rifiuti, Legambiente avverte: Venezia al settimo posto per ecocriminalità

Lanciano segnali poco rassicuranti i dati diffusi dal "Rapporto Ecomafia 2012": il Veneto sale dal quattordicesimo all'undicesimo posto per illeciti, codice rosso in particolare per la laguna

La redazione 4 luglio 2012

Ben 856 infrazioni accertate, 930 persone denunciate, 195 sequestri effettuati: sono questi i numeri dell'illegalità ambientale veneta, relativi al 2011. Venezia si posiziona al settimo posto di quella ingloriosa classifica riferita alle province della criminalità ambientale, mentre cemento e rifiuti si confermano settori principali del florido business dell'ecocriminalità.

A rilevare questi dati è il Rapporto Ecomafia 2012, che verrà illustrato il prossimo venerdì 6 luglio a Cà Farsetti, a Venezia, da Legambiente. Nella classifica degli illeciti nel settore dei rifiuti, pare che il Veneto sia salito dal quattordicesimo all'undicesimo posto, più in particolare la provincia di Venezia si piazza appunto settimo posto (dopo Napoli, Cosenza, Reggio Calabria, Roma, Udine, Salerno) tra tutte le province italiane, con addirittura 113 illeciti accertati.

La classifica conferma comunque l'intensa diffusione, su tutto il territorio nazionale, dei fenomeni d'illegalità nel ciclo dei rifiuti. Allo stesso modo le recenti clamorose inchieste che hanno tratto in arresto due importanti imprenditori veneti evidenziano il fitto reticolo di alleanze esistente tra settori importanti dell'imprenditoria e le organizzazioni criminali.

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Lancia il suo allarme Luigi Lazzaro, presidente regionale di Legambiente Veneto: "Il coinvolgimento diretto di grossi imprenditori può preludere ad alleanze con i salotti buoni, compresi quelli politici, della società veneta", sostiene.  Occorrono, conclude, "atti concreti perchè si arrivi ad una regolazione rigorosa e trasparente dell'economia".

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