Contratto decentrato, il Comune firma solo con la Cisl: "Allora referendum tra i lavoratori"

Gli altri sindacati organizzeranno una consultazione tra i dipendenti per rispedire al mittente la pre-intesa: "E' un atto unilaterale con una sigla che rappresenta la minoranza"

Continua il braccio di ferro sul rinnovo del contratto decentrato. Anzi, il livello del dibattito tra sindacati e amministrazione comunale si alza ancora di più dopo l'annuncio di Ca' Farsetti della firma giovedì di una pre-intesa con la Fp-Cisl, di fatto l'unica rappresentanza sindacale che ha accettato di sedersi al tavolo con la delegazione trattante del Comune. Un accordo che gli altri sindacati (che non erano presenti giovedì) rigettano. Anzi, è stato annunciato un referendum tra i 3mila dipendenti di Ca' Farsetti tra il 18 e il 21 maggio. Una consultazione che sarà anticipata da alcune assemblee per spiegare il contenuto del contratto. 

"E' evidente che la convocazione della riunione servisse a fare una trattativa separata per arrivare a un accordo con una sola organizzazione - dichiarano all'unisono Rsu, Cgil, Cobas, Csa, Diccap e Uil - E' gravissimo. L'amministrazione non ha voluto svolgere una vera trattativa, ma sin dall’inizio aveva scelto di arrivare a una firma con una sola sigla sindacale che rappresenta a stento il 5% dei lavoratori dell’Ente. Avremmo voluto un rinnovo triennale che superasse le scelte unilaterali di Brugnaro, come la rimodulazione dei permessi per le visite mediche o terapie o la regolamentazione del part-time. Avremmo voluto un confronto che mettesse al centro la valorizzazione dei lavoratori con la costruzione di un progetto di 'macchina comunale' che premi il contributo individuale e collettivo e non la simpatia o la disponibilità a prescindere a questa amministrazione". 

I sindacati lamentano l'unilateralità delle decisioni prese dall'amministrazione: "Con i progetti speciali proposti dal sindaco e le idee vincenti - sottolineano - I lavoratori hanno perso una produttività mensile di circa 200 euro lordi al mese e se ne trovano una annuale di circa 400 euro lordi e un sistema che premia altre logiche che poco hanno a che fare con la qualità dei servizi. Consideriamo gravissimo, ad esempio, che l’Amministrazione abbia quantificato economicamente in 30 euro lordi mensili il disagio di poter spostare le educatrici d una scuola all’altra senza preavviso facendo pagare ai bambini questo disastro che compromette il progetto educativo".

Di tutt'altro avviso l'amministrazione comunale, che giovedì si è detta soddisfatta della pre-intesa con la Cisl (la firma ufficiale arriverà con un documento di giunta): "Ci sono importanti elementi di novità sul piano normativo - aveva spiegato l’assessore al Personale, Paolo Romor – come la disponibilità al welfare aziendale, l’introduzione del metodo Lean nella performance organizzativa, la conferma del bonus eccellenze, delle idee vincenti e proposte innovative, l’estensione dell’indennità di rischio ad altri profili professionali, l’indennità di disagio per il personale educativo che è trasferito temporaneamente di sede per la sostituzione di personale, oltre che alla revisione delle indennità per “specifiche responsabilità”, allargando la platea dei dipendenti coinvolti anche ai profili B e C”.

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