Ecco come sarà la nuova residenza universitaria di Marghera

La struttura sarà pronta in 3 anni e potrà ospitare fino a 87 studenti. Si tratta di un intervento da 5,6 milioni di euro

Rendering esterno

Sarà dedicata a una donna veneziana, Cassandra Fedele, umanista, nata nel 1465 e vissuta 93 anni, la nuova residenza universitaria Esu di via Fratelli Bandiera 74 a Marghera. La struttura, chiusa da 13 anni per problemi di sicurezza, sarà completamente ristrutturata grazie a un cofinanziamento del Ministero dell’Istruzione, dell’università e della ricerca e potrà tornare alla sua completa funzionalità.

La residenza in numeri

I lavori partiranno entro la prossima primavera per concludersi entro l’anno accademico 2021/2022. La nuova residenza ospiterà 87 posti letto, con 35 camere doppie e 17 stanze singole, tutte dotate di bagno privato. Saranno poi realizzati spazi ricreativi, sale conferenze e ristoro, ambienti per lo studio, lavanderie, cucine, guardaroba e, all’ultimo piano, una terrazza in cui gli studenti potranno anche mangiare. Un intervento da 5,6 milioni di euro, di cui tre finanziati dal Miur.

Ex Adriatic

Si tratta di un progetto che cambierà completamente volto all’edificio attuale, risalente al 1956, ampliato nel 1965, diventato prima albergo di seconda categoria, poi acquistato dall’Esu nel 1984 per trasformarlo nella residenza universitaria "Adriatic" e da anni in stato di abbandono. «Ci sono azioni che lasciano il segno in una città. - ha spiegato l’assessore alla Coesione sociale Simone Venturini - È un intervento molto importante di ricucitura dello spazio urbano, di recupero di un immobile vuoto da 13 anni in un quartiere in cui insistono operazioni di riqualificazione urbana imminenti come la piscina o il mercato ortofrutticolo o ancora i nuovi progetti per via Fratelli Bandiera. È un’operazione significativa perché rigenera una parte rilevante della città portando nuova linfa e tanti giovani: in un quartiere anziano arriveranno studenti che vivranno Marghera, riqualificando delle zone purtroppo abbandonate».

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