Restauri senza pace, inchiesta della Procura sul "nuovo" caffé Quadri
Lo storico locale di piazza San Marco è stato riaperto a giugno scorso da parte dei fratelli Alajmo, proprietari del Le Calandre di Rubano. I lavori sono costati 800mila euro
di La redazione 22/02/2012
Il procuratore aggiunto di Venezia Carlo Mastelloni ha aperto un fascicolo conoscitivo per accertare se siano state conformi alle regole dei beni culturali le opere di ristrutturazione che hanno portato nel giugno scorso alla riapertura dello storico Caffé Quadri di piazza San Marco da parte dei fratelli Alajmo, proprietari del tristellato Calandre di Rubano (Padova) e della società Ligabue.
Nel mirino i lavori costati circa 800mila euro che avevano cambiato volto in particolare al caffé del piano terra (mentre al piano soprastante è stato collocato il ristorante),
per il quale è stato creato un nuovo bancone per accogliere una selezione di "cicchetti" (i tipici antipasti veneziani). Mastelloni ha già acquisito gli atti e i permessi relativi alla ristrutturazione dalla Soprintendenza. L'articolo 169 del codice dei beni culturali del 2004 punisce chi
"senza autorizzazione demolisce, rimuove, modifica, restaura ovvero esegue opere di qualunque genere sui beni culturali".
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