Poveglia, la saga continua: Umana ricorre al Tar contro il Demanio

La società dell'imprenditore Brugnaro si era accaparrata l'isola con 513mila euro. Cifra giudicata non congrua dallo Stato. Ora il ricorso

Continua la querelle riguardante l'isola di Poveglia. La perla della laguna negli ultimi mesi ha conquistato una notorietà internazionale per il suo tentativo di acquisto "cooperativo" da parte di un gruppo di volenterosi residenti (ma offerte sono piovute da ogni latitudine del globo). L'asta indetta dal Demanio, poi, è stata vinta dall'imprenditore Luigi Brugnaro, patron di Umana, che all'epoca presentò una offerta di 513mila euro.

Una cifra che però lo Stato ha giudicato non congrua, visto che è assimilabile al costo di un mini appartamento in centro storico. Per questo non se n'è fatto nulla, almeno fino a oggi: la società infatti ha annunciato il ricorso al Tar per cercare di sovvertire la decisione del Demanio. "L'auspicio è che il Demanio si faccia carico delle necessarie opere di bonifica e messa in sicurezza dell'intero complesso monumentale e ambientale dell'isola", sottolinea Umana, il cui presidente Brugnaro dichiarò a suo tempo la sua intenzione di mantenere comunque "aperta ai cittadini" Poveglia.

Anche perché tra le varie prescrizioni del bando di gara c'era anche l'obbligo di ristrutturare i diciotto edifici dell'isola (costo circa 20 milioni di euro in dieci anni). La partita, dunque, continua. E in laguna gli aderenti al comitato "Poveglia per tutti" stanno con le orecchie bene aperte.

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