Tasse e gestione rifiuti, i sindaci: "I nostri Comuni sono in ginocchio"

Incontro con dibattito in Provincia a Mestre tra l'assessore all'Ambiente Della Vecchia e i primi citadini del Veneziano sulle nuove disposizioni

"Adempimenti a seguito della soppressione delle autorità d’ambito e l’istituzione dei Consigli di bacino, istituzione della Tares e differimento della riscossione, affidamento del servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani, approvazione del Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti". Questi i punti all'ordine del giorno del dibattito in Provincia a Mestre tra l’assessore all’Ambiente, Paolo Dalla Vecchia, e i sindaci dei Comuni del Veneziano sulle “nuove disposizioni per l’organizzazione del servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani".

Secondo la legge regionale 52 del 2012, infatti, le funzioni di organizzazione e controllo del servizio di gestione dei rifiuti possono  essere esercitate in forma associata a livello provinciale, o in bacini territoriali di diversa dimensione, riconosciuti dalla Giunta regionale, all’interno dei quali gli enti locali esercitano le funzioni in forma associata attraverso i consigli di bacino, che subentrano nelle funzioni già di competenza delle autorità d’ambito, operando in nome e per conto degli enti locali associati. "Per garantire la continuità nell’esercizio delle funzioni relative alla gestione integrata dei rifiuti urbani – ha affermato l’assessore Dalla Vecchia - la Regione ha nominato i commissari liquidatori che dovranno gestire la fase transitoria di passaggio da autorità d’ambito a consiglio di bacino, convocando l’assemblea dei sindaci e predisponendo tra l’altro, sulla base di una convenzione tipo, la convenzione che dovrà essere approvata dall’assemblea e ratificata dai consigli comunali. Alla riunione di oggi abbiamo deciso di sollecitare con una lettera la Regione affinché emani al più presto questa convenzione tipo".

Punto cruciale della discussione è stata l'introduzione della Tares e il differimento della sua riscossione: da quest’anno, la Tia (tariffa di igiene urbana) e la Tarsu, sono state sostituite dal tributo comunale sui rifiuti e sui servizi (Tares), a copertura dei costi relativi al servizio di gestione dei rifiuti urbani e dei rifiuti da smaltrie. La Tares viene riscossa dai comuni ed utilizzata per il pagamento del servizio, secondo il piano finanziario approvato dal consiglio comunale, mentre la Tia era riscossa direttamente dalle aziende incaricate del servizio di gestione dei rifiuti. La riscossione del tributo, entrato in vigore dal primo gennaio 2013, è stata differita a luglio, creando notevoli problemi di liquidità alle aziende che effettuano il servizio e che devono comunque sostenere i costi inerenti all’erogazione del servizio stesso (personale, materiali, e altro). Questa situazione ha indotto Veritas a richiedere l’intervento del Prefetto, che ha sollecitato i Comuni ad anticipare quanto dovuto per l’erogazione del servizio, in attesa di riscuotere la Tares. Da parte dei sindaci sono state sollevate molte preoccupazioni riguardanti la Tares: "Continua a passare l’idea che ci siano sindaci più o meno virtuosi – ha osservato il sindaco di Marcon, Andrea Follini -. Siamo costretti a trovare artifici finanziari.  Auspico una rivisitazione complessiva della partita che penalizza i cittadini e mette in ginocchio i Comuni". O come Spinea, che attraverso l’assessore Piercarlo Signorelli afferma che "i bilanci hanno regole che vanno rispettate. Manca l’Aato, manca chiarezza, con il rischio di incorrere in incongruenze", per questo alcuni Comuni, com’è il caso di Ceggia, hanno chiesto di poter avere un supporto tecnico-amministrativo dalla Provincia.

Per quanto riguarda l’affidamento del servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani, le nuove norme per l’affidamento dei servizi pubblici prevedono anche, in determinate condizioni, la possibilità di affidamento “in house”, esclusivamente da parte dell’organo di governo dell’ambito territoriale, come definito dalla Regione: in questo caso, il consiglio di bacino in fase di costituzione. Il consiglio di bacino, quindi, dovrà decidere quale forma di affidamento adottare, predisponendo gli atti necessari e provvedere, nel caso di affidamento “in house”, alla stipula di un contratto di servizio, di durata adeguata a garantire la programmazione delle attività e dei servizi. Della Vecchia ha voluto poi ricordare che la Giunta regionale ha adottato il Piano per la gestione dei rifiuti urbani e speciali, anche pericolosi. Gli enti hanno quindi 60 giorni di tempo, a partire dal 15 marzo 2013, per proporre osservazioni.

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