Per l'ospedale aveva una visita medica: "Ma io non sono stata contattata, costretta a pagare"

Accordo tra una 54enne e l'Ulss 3: la somma di 700 euro non dovrà essere corrisposta

"Quando domina il buon senso le controversie si possono risolvere in modo corretto e in tempi rapidi", dichiara Adico in una nota. Ed è stato proprio il buon senso della Ulss 3 Serenissima di Venezia a risolvere una situazione che aveva aspetti per certi versi paradossali.

L’azienda sanitaria, infatti, ha annullato la richiesta di pagamento di 702 euro inviata qualche settimana fax a una socia dell'associazione, A.I., 54enne residente a Murano. La donna avrebbe dovuto affrontare lo scorso 23 febbraio una risonanza magnetica fissata all’ospedale civile di Venezia. In realtà la diretta interessata, che qualche tempo prima si era rivolta all’ospedale per prenotare l’esame, non ha segnato alcun appuntamento per il 23 febbraio e non si ricorda di aver mai ricevuto una chiamata da parte dell’Ulss con la quale veniva fissata la risonanza.

Però, come spiega Carlo Garofolini, presidente dell’Adico, e come spiegato nella diffida inviata all’azienda, “la nostra socia in quel periodo stava vivendo una situazione molto particolare, con la malattia e poi il decesso della madre. L’Ulss, applicando la legge la legge regionale numero 30 del 2016 ha richiesto il pagamento dell’intera prestazione saltata: 702,95 euro. Noi abbiamo chiesto di tenere in conto il terribile momento vissuto dalla donna”.  L’azienda sanitaria veneziana ha risposto subito alla comunicazione di Adico e poi ha contattato la 54enne veneziana, chiedendole la documentazione necessaria per confermare quanto accaduto in quel difficile momento della sua vita.

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Qualche giorno fa l’Ulss 3 ha inviato una comunicazione all’Adico e alla socia: “Visti gli atti da lei trasmessi – si legge – comprendiamo lo stato d’animo in cui si è venuta a trovare e questa azienda ha provveduto alla chiusura della sua pratica senza alcun onere a suo carico”.

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