Rischio idraulico sul Piave, casse di espansione contro le esondazioni

Da realizzare a Crocetta del Montello (Treviso), insieme ad altre opere, nei territori interessati dall'asta del fiume. Regione: «Alternative solo se scientificamente fondate»

Allerta piena fiumi, archivio

Casse di espansione, da realizzare a Crocetta del Montello, in provincia di Treviso, per mitigare il rischio di esondazione del fiume Piave, che riguarda tutte le popolazioni dei territori interessati dall'asta del corso d'acqua. Lo ha deciso lunedì, in Prefettura a Venezia, una riunione congiunta dei Prefetti, di Venezia e Treviso, l'autorità di Bacino del distretto Alpi orientali, i consorzi di Bonifica, i sindaci dei Comuni, l'assessorato regionale all'Ambiente, la Città Metropolitana di Venezia, per valutare la situazione di rischio idraulico. L'opera considerata, approvata dal Consiglio dei ministri il 13 novembre 2010, prevede la realizzazione di casse di espansione nel Comune di Crocetta del Montello, che può contribuire, in modo importante, a mitigare il problema, insieme ad altri interventi che dovranno essere posti in essere nei territori interessati.

Tempi stretti

Alla fine della riunione, Stato, Regione, Comuni e autorità tecniche si sono trovati d'accordo sul fatto che la situazione va affrontata in tempi stretti, e che occorre far fronte comune per realizzare l'opera a partire da quella progettuale, nella massima trasparenza. A tal fine verrà costituita una cabina di regia composta dalle amministrazioni interessate. Si è concordata la data del 19 febbraio per il prossimo incontro alla Prefettura di Treviso, anche per dare tempo al Comune di Crocetta del Montello di presentare proposte alternative di mitigazione del rischio idraulico.

Alternative

«La Regione del Veneto può valutare alternative al progetto governativo che prevede di realizzare dei bacini di laminazione a Ciano, in Comune di Crocetta del Montello. Il Piave continua tuttavia a preoccuparci molto e siamo consapevoli che, da pubblici amministratori, abbiamo la responsabilità di agire. Ciò che ci interessa è mettere in sicurezza il fiume e le popolazioni rivierasche. I progetti attuali sono basati su studi e ricerche di primari centri studi. Se ci sono altre ipotesi vanno esposte, ma devono essere circostanziate da dati scientifici validati da esperti», commenta Gianpaolo Bottacin, assessore regionale all’Ambiente, Protezione civile e Difesa del suolo.

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