Rissa tifosi-profughi a Portogruaro, colpevoli identificati: 7 ultras del Treviso a rischio Daspo

Non è stata un'aggressione a senso unico quella del 9 ottobre. I supporter biancocelesti hanno inveito contro i profughi, che hanno risposto con una bottigliata. Indagini dei carabinieri

In preda ai fumi dell'alcol avevano cominciato ad inveire contro un gruppo di richiedenti asilo ospitati in una struttura poco distante. Di lì era partito un battibecco molto animato, sfociato poi in rissa. Teatro dello scontro Portogruaro, all'esterno di un locale all'intersezione tra via Trieste e via Leonardo Da Vinci. Ci sono volute alcune settimane ai militari dell'Arma, intervenuti sul posto a seguito delle segnalazioni di molti cittadini, per risalire ai facinorosi che hanno preso parte allo scontro dello scorso 8 ottobre: da una parte i supporter del Treviso Calcio, giunti nella città del Lemene per assistere alla partita contro la compagine di casa, dall'altra alcuni profughi, aizzati dagli stessi ultras evidentemente alticci.

Prima gli insulti, poi la bottigliata

Quella che inizialmente sembrava essere un'aggressione a senso unico ha assunto dei connotati differenti. Tutto era nato nel tardo pomeriggio, dopo il match, quando i carabinieri di Portogruaro erano stati informati di una rissa cui stavano prendendo parte almeno dieci persone. Le gazzelle si erano portate sul posto a stretto di giro di posta, ma una volta giunti sul luogo, della rissa non restavano che alcuni ragazzi, tutti richiedenti asilo per motivi umanitari, con evidenti segni di colluttazione in volto e sul corpo. I profughi erano stati condotti quindi al pronto soccorso per le cure del caso, poi erano partite le indagini per capire cosa fosse successo e mettere tutti i tasselli al proprio posto.

La miccia che aveva fatto scattare la colluttazione sarebbero stati gli insulti dei supporter all'indirizzo dei profughi, che stavano rincasando nella struttura che li ospitava, poco distante da lì. I richiedenti asilo a quel punto hanno risposto per le rime, anche se in inferiorità numerica, e uno di loro ha colpito con una bottiglia di vetro uno dei tifosi, caduto poi a terra. Di lì sarebbe scattato il parapiglia, con i profughi che hanno cercato di guadagnare ben presto la fuga, incapaci di fronteggiare "ad armi pari" i rivali. Ecco dunque che si sono portati a fatica verso la struttura che li ospitava, con gli ultras che hanno di fatto mollato la presa prima dell'intervento dei carabinieri, facendo perdere le proprie tracce.

Identificati e denunciati i colpevoli

Dopo aver raccolto le testimonianze dei presenti, alcuni comunque reticenti a parlare, e aver visionato le telecamere di sicurezza di zona e dello stadio, i militari dell'Arma sono riusciti a risalire a sette dei dieci colpevoli, tutti volti noti nel mondo della tifoseria biancoceleste. Indispensabile, in questo senso, è stato anche il supporto della questura e del Nucleo informativo di Treviso. Per tutte le persone coinvolte nella rissa ed identificate, sette tifosi e tre richiedenti asilo, è scattata la denuncia per rissa aggravata. Le immagini di sicurezza non hanno permesso di identificare chi tra i profughi abbia sferrato la "bottigliata", e al contempo i diretti interessati hanno deciso di proteggersi a vicenda: di qui la denuncia, per tutti e tre, per favoreggiamento personale. Gli ultras del Treviso, invece, sono stati segnalati alla polizia e ora rischiano il Daspo.

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