Anarchico picchiato a sangue a Santa Marta, era anche latitante

Un russo buttato fuori dall'ex ospizio Contarini è finito all'ospedale domenica con ferite alla testa. Richiesta d'arresto dalla madrepatria

La rissa furibonda. Poi il tentativo di rientrare all'interno dell'ex ospizio Contarini occupato di fondamenta delle Terese a Santa Marta. La segnalazione arriva domenica pomeriggio. I residenti chiamano la polizia affermando che qualcuno con in mano una accetta e con la testa sanguinante stava cercando di rientrare nella struttura. Poi si scoprirà che quell'arnese che stava scaraventando più volte contro una porta dell'edificio era "semplicemente" un voluminoso corpo contundente. Sempre pericoloso. Sempre pesante.

Ma la vicenda non si chiude con il trasferimento in ospedale del ferito, e nemmeno con le sue dimissioni con una prognosi di dieci giorni. Perché in gioco, visto che l'ex ospizio viene frequentato da personaggi di area anarcoide, entra anche la Digos. E dopo aver identificato l'esagitato salta fuori che quest'ultimo è oggetto di una richiesta d'arresto a fini estradizionali da parte della sua madrepatria, ossia la Russia. Per cui nei suoi confronti scattano pure le manette e il trasferimento nel carcere di Santa Maria Maggiore, in attesa che le autorità italiane decidano in merito alla sua possibile estradizione.

Tutto inizia con un furioso litigio nel pomeriggio di domenica. Al punto che gli altri inquilini dell'ex ospizio, dove il russo dimorava insieme alla moglie e a due figli, complice forse anche l'alcol, decidono di buttarlo fuori dalla porta. Letteralmente. Per far capire che facevano sul serio, poi, lo picchiano a sangue soprattutto in testa. Pugni per lo più. Per poi chiudere l'uscio e lasciare al proprio destino l'ospite russo, la cui consorte poi è stata costretta gioco forza comunque a fare i bagagli.

Le urla quindi allarmano alcuni residenti, che dichiarano di vedere l'uomo armato di accetta (ma poi come detto si scoprirà che sarà un corpo contundente generico) che cercava di rientrare. Si tratta di un "gigante" di un metro e novanta, tra i trenta e quarant'anni. A quel punto sono intervenuti gli agenti delle volanti, che hanno cercato per quanto possibile di riportare la calma a Santa Marta. Dopo l'identificazione e il trasferimento all'ospedale, però, gli accertamenti in maniera inaspettata sono dovuti continuare fino a tarda sera. Di fatto il ferito era un latitante, che aveva deciso di sfuggire alle proprie responsabilità (la sentenza nei suoi confronti era passata in giudicato) in maniera decisamente bohemienne.

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