Orologi di lusso importati con l'aiuto di un finanziere compiacente: frode da 2 milioni

Indagini della guardia di finanza a partire dall'aeroporto di Tessera. Quattro persone arrestate, 3 delle quali ai domiciliari. Sequestri di centinaia di orologi e 600mila euro

Acquistavano gli orologi a Hong Kong, poi li importavano in Italia facendo scalo all'aeroporto Marco Polo, dove un finanziere compiacente li portava all'uscita senza che fossero sottoposti ai controlli di rito. La guardia di finanza del gruppo di Tessera, coadiuvata dal 2° nucleo metropolitano di Mestre, ha scoperto una maxi frode nel commercio di orologi di lusso che ha portato a quattro arresti, di cui tre ai domiciliari. Tra ieri e oggi, inoltre, i baschi verdi hanno effettuato sequestri per equivalente di 2,4 milioni di euro, cifra corrispondente alle imposte evase dall'organizzazione. La maggior parte della merce confluiva nello scalo veneziano, ma l'attività ha interessato, almeno in parte, anche gli aeroporti di Roma Fiumicino e Napoli Capodichino.

Viaggi sospetti da e verso Hong Kong

Le indagini sono partite ad inizio 2019, quando i militari, impegnati nell'analisi dei passeggeri che transitano nell'aeroporto di Tessera, hanno individuato viaggi frequenti e sospetti da e verso Hong Kong di un gruppo di persone, tutte cointeressate in imprese dedite al commercio di orologi di lusso marca Rolex. I viaggi, almeno uno al mese, permettevano ai malviventi di introdurre in Italia fino a 350 orologi alla volta, nascosti all'interno dei bagagli a mano. Le scatole dei Rolex, quasi sempre contraffatte, erano invece riposte nelle valigie in stiva. Solo l'aiuto di un finanziere in servizio a Tessera garantiva al gruppo di passare inosservato, evitando che fosse sottoposto ai controlli valutari e doganali. Ogni viaggio comportava un'evasione dell'iva di diverse centinaia di migliaia di euro, per orologi di cosidetto "secondo polso" del valore di 20-25 mila euro.

Frode da 2 milioni di euro

Il giro di frode ricostruito ammonta a oltre 2 milioni, a fronte di un valore complessivo della merce di circa 11 milioni di euro. Nel corso delle perquisizioni domiciliari, effettuate in provincia di Treviso e nel Napoletano, sono stati trovati 500 orologi e 600mila euro in contanti, oltre a un lingotto del peso di 1 chilogrammo. Come specificato dal generale Giovanni Abitabile in conferenza stampa, infatti, Hong Kong è una piazza molto fiorente per l'approvvigioanmento di orologi di lusso, dove vengono battuti all'asta e acquistati in denaro contante. La "fluidità di cassa" è quindi condizione sine qua non per accaparrarsi i pezzi migliori sul mercato (sia nuovi che usati).

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Società cartiere

Nel meccanismo di frode sono interessate società italiane ed estere, sfruttate dai malfattori per emettere fatturazioni false, mediante le quali potevano giustificare la movimentazione della merce e le consistenti transazioni in denaro. «Siamo soddisfatti dell'attività investigativa, - ha commentato Avitabile - per quanto spiaccia che nel giro di frode sia coinvolto anche un appartenente alla guardia di finanza. Anche per questo è molto importante che le indagini siano state avviate, portate avanti e concluse interamente dal corpo provinciale di Venezia».

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