"È contro Dio", attacco al Gay Pride di Venezia a suon di rosari pubblici

Sabato attese migliaia di persone in laguna per il corteo LGBTQ: "E' una ribellione alle leggi del Signore. Pregheremo insieme per salvarli"

Gay Pride (©TM News Infophoto)

C'è chi con i gay non è d'accordo ma li "tollera" e chi, invece, li vede proprio come il fumo negli occhi. Simbolo del peccato e della depravazione. Tanto da organizzare un rosario "riparatore" in contemporanea all'Onda Pride, la manifestazione regionale dell'orgoglio LGBTQ che sabato dovrebbe portare in laguna migliaia di persone. Almeno secondo le previsioni degli organizzatori.

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Partenza alle 15 dal piazzale della stazione di Venezia Santa Lucia, per un corteo che si preannuncia di certo colorato e gioioso che si snoderà tra calli e campielli a partire dalle 17.30 fino a campo San Polo. Da qualche parte, dunque, tra cartelli e slogan "arcobaleno", dovrebbe anche svolgersi il rosario annunciato dal circolo cattolico triveneto "Christus Rex", per salvare, a loro dire, le anime perse.

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Del resto le parole degli appartenenti al circolo, con sede ad Arbizzano di Negrar, nel Veronese, sono di condanna decisa: "Deploriamo fermamente la manifestazione denominata “Gay Pride”  in quanto esaltazione del peccato contro natura e quindi della ribellione a Dio e alle sue leggi - affermano - Ritieniamo che essa dia scandalo ai 'semplici' e in particolare ai minori e che quindi dovrebbe essere severamente vietata da pubbliche autorità degne di questo nome". Tutto ciò che capiterà in laguna è peccato, dunque. Almeno questo pare di capire. O comunque "pubblicizzerà" il peccato. Non si scappa: per il circolo il corteo non s'ha da fare. "Ricordiamo che durante la Serenissima - continuano gli aderenti al circolo - tale peccato era punito con severissime pene. Deploriamo anche che nella città dei Dogi sia stata vietata, in concomitanza con l’evento, qualsiasi altra manifestazione, quasi che nessuna forma di pubblico dissenso fosse ammissibile". Ma chi contesta non si perde certo d'animo: "Annunciamo - si conclude - che sarà comunque recitato un pubblico rosario di riparazione".

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