Rien ne va plus: la trattativa notturna sul casinò non basta, rottura sindacati - Comune

Giovedì in Consiglio sarà discussa la delibera sul nuovo piano industriale della Casa da gioco. Le parti sono distanti su erogazioni dei premi e nuovo contratto. Rischio 150 esuberi

Si è conclusa a notte inoltrata la trattativa tra amministrazione comunale e sindacati sul rinnovo del contratto di lavoro previsto dal piano industriale con il Casinò. A dispetto degli intenti della vigilia, il faccia a facca non si è concluso con un'intesa. Anzi, i rappresentanti dei dipendenti della Casa da gioco hanno lasciato il tavolo ritenendo insufficienti le aperture dei rappresentanti di Ca' Farsetti. Giovedì, quindi, il Consiglio comunale dovrà votare la delibera in cui si sancisce la ricapitalizzazione della società, legata a un nuovo piano industriale che ridefinisce l'organizzazione delle sedi di laguna e terraferma. Se a fine anno poi i conti non dovessero tornare, si farà concreta la possibilità, come ultima spiaggia, della chiusura di Ca' Vendramin-Calergi. In ballo 150 esuberi. 

"DIFENDONO POSIZIONI DI PRIVILEGIO" - "I sindacati stanno difendendo posizioni di privilegio - attacca l'assessore alle Partecipate, Michele Zuin - dopo più di 8 ore di trattativa e nel bel mezzo della notte, le organizzazioni sindacali hanno deciso di abbandonare il tavolo negoziale nonostante le significative aperture da parte dell'amministrazione comunale e dell'azienda".

SCONTRO SUI PREMI - Secondo Zuin, Comune e Cmv si sarebbero sedute al tavolo difendendo la proposta di una nuova ripartizione delle risorse con sistema "premiale" per un totale di circa 5 milioni di euro. Somma poi lievitata di un ulteriore milione durante il tavolo, riducendo i tagli previsti alla vigilia. "Le rappresentanze sindacali hanno scelto di arroccarsi dietro la difesa di posizoni di privilegio - continua Zuin - Non è poi più accettabile che le sigle abbiano deciso di difendere una premialità, che in realtà si trasforma in salario fisso, slegata non solo da ogni sistema di valutazione della produttività, ma anche dall'andamento degli incassi e dall'equilibrio economico e finanziario della società". Il discorso del Comune, su questo punto, è semplice: se il Casinò è in perdita, non c'è spazio a premi. "Per noi è fondamentale introdurre criteri di meritocrazia e produttività - conclude l'assessore - Nella loro proposta si faceva riferimento a una riduzione di circa 3,8 milioni di euro dei costi del lavoro. Dati alla mano, risulta essere invece solo di 2,5 milioni".

"VOGLIAMO POTERE DECISIONALE" - Altro terreno di scontro la modalità di gestione della società. Il sindaco Luigi Brugnaro alcuni giorni fa aveva sintetizzato la visione del Comune così: "I lavoratori del Casinò diventino un po' più dipendenti". L'intento di Ca' Farsetti, oltre che della Cmv, è di poter incidere nelle scelte gestionali della Casa da gioco: "Non è possibile che per spostare 20 slot serva un confronto sindacale", ha sottolineato il primo cittadino. Nel nuovo contratto si distingue in maniera netta chi gestisce l'azienda e gli altri lavoratori: "La situazione è davvero grave – conclude l'assessore Zuin - Dobbiamo prima di tutto mettere a posto i conti e iniziare i lavori di ristrutturazione e restyling di Ca' Noghera. Domani (giovedì, ndr) il Consiglio comunale discuterà la delibera per la ricapitalizzazione sulla base del piano industriale presentato ancora a febbraio. Poi verrà data disdetta dell'attuale contratto di lavoro per arrivare, a partire dal 1 luglio, all'applicazione di un nuovo istituto contrattuale”.
 

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