Sanità, ossigeno dalla Regione: subito in servizio 500 medici laureati

Delibera senza precedenti. Non sono specializzati e neppure specializzandi. Sono abilitati. Si metteranno al lavoro, dopo il bando del 15 settembre, nei Pronto Soccorso, in Medicina e in Geriatria. Assunzione regionale

La giunta regionale a Palazzo Balbi il 14 agosto

Cinquecento medici laureati, abilitati, non specializzati, da mettere subito all'opera nei Pronto Soccorso e nei reparti di Medicina generale e Geriatria. La delibera, senza precedenti, è stata annunciata al Balbi dalla Regione, oggi, il giorno prima di ferragosto, per dare respiro a una Sanità che in Veneto, come nel resto d'Italia, è a rischio di chiusura reparti per mancanza di personale. Non ci sono più le condizioni per aspettare gli specializzati da mandare in corsia. I concorsi vanno deserti. Il personale in graduatoria utile rifiuta l’assunzione. I medici in pensione richiamati al lavoro hanno risolto molto poco. Il Veneto, assumendo a tempo indeterminato 320 laureati nei Pronto Soccorso e i restanti 180 in Medicina (restano escluse le specializzazioni), è destinato ancora una volta a suscitare scalpore, ma anche a creare un precedente. Già dal 2020 potranno essere operativi. In Veneto mancano 1.300 medici.

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La formazione

Inizia per i nuovi medici il 15 settembre, appena dopo l'uscita del bando, la formazione a Montecchio Maggiore (Vicenza). «Non escludo - annuncia il presidente Luca Zaia - di assumerne anche un secondo di provvedimento, per l'ingresso di neodottori da tutta Italia». «Questo provvedimento è previsto nel piano socio-sanitario ed è legge - precisa l'assessore alla Sanità Manuela Lanzarin - ci abbiamo lavorato mesi». Il costo della delibera è quello degli stipendi degli assunti, e della loro formazione, 25 milioni di euro all'anno.

Il percorso

Una rilevazione effettuata in aprile, ha indicato una carenza di 180 medici, nelle unità operative di Medicina e Geriatria. Il percorso formativo che precederà la fase dell’inserimento negli ospedali sarà curato dalla Fondazione Scuola di Sanità Pubblica e comprenderà 92 ore di formazione d’aula e un’attività di tirocinio pratico, con tutoraggio, di due mesi consecutivi, che sarà svolta all’interno dei reparti di area internistica. La Fondazione pubblicherà, entro il 15 ottobre 2019, un avviso rivolto ai medici non specializzati per raccogliere le adesioni. Per quanto riguarda la carenza nei Pronto Soccorso, la delibera regionale rende noto che Azienda Zero ha già pubblicato tre bandi di concorso per 192 posti, ma che, a conclusione delle procedure concorsuali, risultano in graduatoria solo 22 specialisti e 24 specializzandi all’ultimo anno. Anche in questo caso l’attività teorica e pratica di formazione è stata affidata alla stessa Fondazione che, entro il 15 settembre, pubblicherà un avviso rivolto ai medici non specializzati interessati.

Le garanzie

«Arrendersi non è nel nostro dna – dice Zaia –. Si tratta di garantire i livelli essenziali di assistenza, che sono un obbligo costituzionale al quale non intendiamo sottrarci. Lo facciamo a modo nostro, cioè garantendo la qualità dei professionisti e la sicurezza dei pazienti con un percorso formativo sia teorico che pratico, al termine del quale, grazie anche al tutoraggio dei colleghi più esperti, avremo medici sì giovani, ma già ben formati e sicuramente bravi. Stiamo agendo in un quadro di programmazione nazionale sbagliato, che è la causa di questa situazione, con meno borse di specializzazione rispetto al numero annuo di laureati e con un cammino di studi molto più lungo di quello di altri Stati europei. Ci saranno gli immancabili esperti che storceranno il naso – ha detto anche Zaia – e se ci saranno ricorsi resisteremo in ogni sede. Se ci sono alternative concrete a quanto fatto dalla Regione, non le ho ancora viste. Non prenderemo mai in considerazione è di tagliare o chiudere i reparti».

Al lavoro anche sul piano nazionale

«Il piano è legge e a suo tempo il governo non la impugnò, dando di conseguenza il suo benestare a tutto quanto indicato all’interno. Sono iniziative - dice Lanzarin – che abbiamo inserito anche nel documento che, su iniziativa del presidente Zaia, il presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini, porrà all’attenzione della Conferenza dei presidenti delle Regioni. Lo stesso stiamo facendo nella discussione in atto sul futuro Patto Nazionale per la Salute, dove c’è un capitolo imponente proprio sulla formazione dei medici e sulle modalità di reclutamento».
 

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