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Sanità, Marotta: "Le risorse vanno ottimizzate, 10 punti per Venezia"

In vista del Piano Socio Sanitario, verrà condiviso domani a Cà Farsetti un documento stilato a più mani su iniziativa del consigliere regionale Idv: "Consideriamo le specificità di Venezia"

La redazione 11 giugno 2012
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Verrà ufficialmente condiviso domani, martedì 12 giugno, alle ore 12, a Cà Farsetti, un documento a più mani in materia di sanità veneziana, stilato su iniziativa di Gennaro Marotta, consigliere regionale di Italia dei Valori. Si tratta di una sorta di road map in vista della discussione nuovo Piano Socio Sanitario, in aula da mercoledì in Consiglio regionale.

Marotta ha coinvolto, uno ad uno, i suoi colleghi veneziani, sia quelli di opposizione che quelli di maggioranza: oltre al sindaco Orsoni, parteciperanno all'iniziativa i consiglieri regionali Bruno Pigozzo e Lucio Tiozzo (Pd), Andrea Causin (Verso Nord), Pierangelo Pettenò (Fsv), Giovanni Furlanetto (Lega), Carlo Alberto Tesserin e Nereo Laroni (Pdl).

Il patto di domani, ha sottolineato il consigliere Idv, "è una delle tappe più importanti del mio impegno a favore della sanità veneziana, sia di laguna che dell'entroterra. Mi fa ben sperare che il sindaco e tanti colleghi si siano trovati concordi nei 10 punti che ho fissato, e che dovremo difendere in aula".

Quelli proposti dal documento sono infatti proprio "10 punti per il futuro di Venezia", capaci, secondo il promotore, di cosiderare i cambiamenti della nostra società, portando una reale innovazione del modello organizzativo sanitario, "che meglio possa rispondere ai criteri ormai sempre più necessari, di efficienza, efficacia ed economicità".

Le sempre più esigue disponibilità finanziarie impongono, come obiettivi, l'ottimizzazione delle risorse e e dei servizi da offrire al cittadino, la razionalizzazione della rete socio-sanitaria e il ridimensionamento o la cessazione di alcune strutture. Il tutto - conclude Marotta - con una particolare attenzione, tuttavia, alla delicata situazione di Venezia, "città capoluogo di provincia e regione oltreché patrimonio inestimabile dell'Italia e dell'umanità".


Vediamo in sintesi i 10 principi espressi:

- Confermare la specificità di Venezia assicurando con continuità le risorse finanziarie necessarie a garantire standard di servizio adeguati all'effettivo bisogno di salute della sua popolazione;

- Garantire e potenziare all'interno dell'ospedale civile di Venezia i servizi essenziali, partendo dal mantenimento di quelli attualmente esistenti;

- Effettuare il confronto tra le performance delle singole Aziende Sanitarie tenendo però conto delle caratteristiche demografiche, epidemiologiche e morfologiche dei singoli territori;

- Evidenziare all'interno del Piano l'ospedale civile di Venezia tra gli esempi di strutture a vocazione turistica;

- Investire sui servizi per l'Infanzia assicurando il Punto Nascite in deroga agli standard previsti dal PSSR;

- Garantire la copertura e l'attivazione di almeno 45/50 posti per le cure palliative con servizio hospice ospedaliero ed extraospedaliero sul territorio dell'Aulss 12;

- Garantire che il sistema sanitario integrato (pubblico e privato convenzionato) agisca in maniera complementare, per potenziare l'offerta dei servizi, valorizzando le professionalità disponibili e salvaguardando i livelli occupazionali;

- Prevedere, in ragione della specificità veneziana, una quota aggiuntiva per il finanziamento di alcune funzioni particolari;

- Prevedere che i costi dei “project financing” - richiesti ed autorizzati dalla Regione Veneto - si mantengano direttamente a carico dell'istituzione regionale; dati gli alti valori economici sul tavolo, verrà proposta a livello parlamentare una modifica legislativa per l'abbattimento dell'IVA, nel quadro dei Project, al 10%;

- Prevedere la ripartizione dei futuri fondi per la sanità sulla base della popolazione effettivamente presente in Città e non solo quella residente e di quanto espresso dai punti 1 al 9.

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1 Commenti

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  • Avatar di Comitato Ultimi Veri Venexiani

    Comitato Ultimi Veri Venexiani I veneziani tutti dovrebbero riflettere sul nostro Ospedale Civile: (avrete certamente potuto leggere in questi mesi il susseguirsi di preoccupanti notizie sul futuro dell'Ospedale Civile di Venezia) ormai giunto al capolinea.
    Di difficile comprensione è la cocciutaggine politica di voler mantenere in vita l'Ospedale Civile com'è e dov'è, con continui e costosi progetti di ristrutturazione, gettando fiumi di denaro pubblico in un gigantesco pozzo senza fondo, ahinoi, senza la benché minima speranza di risolvere concretamente le gravissime "disfunzioni" che lo caratterizzano:

     La sua struttura ormai fatiscente, non più adatta agli scopi sanitari per cui noi, nella nostra esperienza, la associamo. (Originariamente Scuola grande di San Marco, in seguito adattata dagli Austriaci come ospedale militare e annesso convento).
     La sua inadeguatezza (il trasferimento dei pazienti per esami, avviene all'aperto perché i vari padiglioni che compongono il centro ospedaliero non sono collegati tra loro, in compenso, completa lo scenario, la vista panoramica del Cimitero - peggio del quarto mondo).
     La sua posizione (aberrante la scelta logistica, poiché la struttura è soggetta alla rottura di carico dei rifornimenti che conseguentemente ci viene a costare mediamente un 10/15% in più).
     La scomodità e lentezza dei collegamenti pubblici per raggiungerlo.
    L'impossibilità per gli operatori ospedalieri di ipotizzare l'acquisto o l'affitto, in zona, di appartamenti, causa i valori proibitivi richiesti dal mercato immobiliare.
     Lo snervante andirivieni dei lavoratori, aggiunto ai massacranti turni di servizio, per l'endemica penuria di addetti in servizio, completa lo scenario nefasto.

    Tutto questo determina una gravissima precarietà per gli operatori, tale da compromettere le quotidiane attività giornaliere. Ci chiediamo quindi se non sarebbe il caso di risolvere il problema alla radice ipotizzando la costruzione di un nuovo, moderno Centro Ospedaliero d'eccellenza come questa Città Capoluogo meriterebbe, insediato in un'area più consona ai requisiti logistici che questo tipo d'infrastruttura richiede.
    Sappiano i veneziani anfibi, che ancor oggi in Città, esiste un'ultima area strategicamente perfetta per tale progetto, e cioè la zona Italgas, ex gasometri a S. Marta. Infatti, questo triangolo di terra (circa quattro ettari), già collegato al ponte automobilistico translagunare e ai mezzi di navigazione; in futuro anche alla rete tranviaria comunale di superficie e collegabile a Piazzale Roma con un semplice ponte, è promosso a pieni voti per tale indirizzo urbanistico. Garantirebbe gli spazi tecnici necessari per il parcheggio, l'eliporto (molto più in sicurezza che al Civile (che comunque oggi ancora non c'è), e, soprattutto, la possibilità di creare un centro residenziale pubblico a fitti agevolati (indispensabile) per gli operatori del settore.

     Con il nuovo Centro Ospedaliero, potremmo quindi sanare l'attuale situazione deficitaria di posti letto.
     Potremmo risparmiare nelle spese di trasporto acqueo in considerazione del fatto che verrebbero a cadere tali oneri (non ci sarebbe più la rottura di carico nei trasporti).
     Cadrebbero anche tutte le difficoltà e i maggiori costi imposti dalla specificità lagunare, poiché l'area in questione è già collegata al ponte translagunare.
     L'eventuale smobilizzo della vecchia area sostituita dalla nuova, potrebbe costituire una notevole plusvalenza tra il valore di cessione della vecchia superficie di SS. Giovanni e Paolo e il costo di acquisizione della nuova a Santa Marta.
    Infine per la riutilizzazione delle aree dismesse di SS. Giovanni e Paolo, proponiamo un Centro residenziale pubblico misto (anziani autosufficienti e studenti universitari), integrato con un presidio di primo intervento, ufficio postale, tabacchi, istituto bancario, area ludica (palestra, cinema e teatro), lavanderia, farmacia, centro medici di famiglia e infine un piccolo centro commerciale con rosticceria self service.
    L'ex Scuola grande di S. Marco potrebbe soddisfare l'esigenza di biblioteca pubblica o museo a tema sulle Scuole di devozione veneziane.
    Purtroppo ahinoi, nessuno ha il coraggio di parlarne, forse perché interessi di parte prevalgono su tutto. Fatto sta che tale progetto assicurerebbe, tra l'altro, una concreta ottimizzazione, una razionalità e sinergia di servizi e operatori tra l'Ospedale all'Angelo e il nuovo Civile veneziano.

    il 12 giugno del 2012