Torcello: la ripresa degli scavi archeologici sull'isola apre le porte a cittadini e visitatori

Gli studiosi di Ca'Foscari organizzano dal 4 al 12 agosto percorsi guidati sull’area, ora interessata dalle indagini sulle strutture di un edificio porticato, probabilmente del VII secolo

La ripresa degli scavi archeologi all'isola di Torcello può diventare occasione per una visita guidata con i ricercatori di Ca' Foscari. Dal 4 al 12 agosto gli studiosi illustreranno le indagini in corso sulle strutture di un edificio porticato, probabilmente del VII secolo.

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Lo scavo sarà aperto, con visite guidate gratuite, venerdì 4 agosto, alle ore 17.00, e sabato 5 agosto, con due turni alle 16.30 e alle 17.30. Si replica la settimana successiva, con viste giovedì 10 agosto, alle ore 17.00, venerdì 11 agosto, alle ore 17.00, e sabato 12 agosto, con due turni alle 16.30 e alle 17.30. Per confermare la partecipazione è sufficiente mandare una mail a torcelloabitata@gmail.com, o un sms o WhatsApp al 3404856929. Si può anche recarsi direttamente in isola all’ora convenuta.

Condurre ricerche archeologiche all’isola di Torcello, considerata la sua ricchezza di stratigrafia archeologiche conservate nel sottosuolo, riserva sempre inattese sorprese. Il nuovo scavo archeologico avviato da parte dell’Università Ca’ Foscari Venezia nella nell’isola, in quello che era il Canal Grande di Torcello, non fa eccezione. La storia delle origini di Torcello e Venezia potrebbe subire ancora qualche aggiustamento dai dati emersi nelle nuove campagne di scavo archeologico e confrontandoli con quelli emersi nelle precedenti, eseguite dal 2012 nella Basilica di Santa Maria Assunta.
 
Il ritrovamento più suggestivo che aiuta a ricostruire la vita dei primi torcellani è quello di una “città” in legno” databile tra il IX e il XII secolo. Un abitato altomedievale costituito da confortevoli case in legno, probabilmente a due piani, dove a piano terra si sviluppavano le attività artigianali e commerciali e lo stoccaggio di merci e al primo piano si svolgeva la vita della famiglia. Affacciate su canali e costruite sopra una grande piattaforma di argilla che serviva a rialzare e isolarle termicamente, le case si affacciavano sull'acqua, che era l'unica via di comunicazione tra un settore e l'altro della città. Tra un edificio e l'altro vi erano cortili, funzionali alle attività da svolgere all'aperto, che si sviluppano intorno a “pozzi alla veneziana”, che sfruttavano un complesso sistema di filtri per utilizzare l’acqua piovana.
 
Nel 2017 si stanno indagando più approfonditamente le strutture di un altro edificio porticato, probabilmente di VII secolo. Sembra trattarsi di un antichissimo “magazzino” legato alle strutture portuali altomedievali. Qui si stanno ritrovando molte anfore africane e mediterranee, a conferma della vocazione portuale dell’isola.  Si tratta di un sistema di magazzini, organizzati lungo un ampio molo, dove si poter attraccare, scaricare e conservare le merci.
 
Lo scavo permette nuove riflessioni sulla storia di Venezia e sul ruolo di Torcello. Le ipotesi suggeriscono di rivedere la storia della nascita di Venezia che è sicuramente più complessa della leggenda che riporta come Torcello fosse fondata dagli abitanti di Altino in fuga dai Barbari. Verosimilmente il fiorire di Torcello è legato ad una realtà più complessa, dove lo spostamento delle funzioni commerciali, la gestione della manodopera (schiavi e lavoratori) e i cambiamenti ambientali hanno determinato un insediamento del tutto peculiare. Acqua, Fango e Legno: questi sono gli elementi su cui si soffermano gli archeologi per ricostruire le origini dell’abitato e comprendere i delicati equilibri ecologici. La particolarità di questo scavo è che qui archeologi, archeometri e restauratori lavorano fianco a fianco all’interno di un moderno cantiere archeologico i cui obiettivi sono la ricostruzione puntuale della storia archeologica dell’isola e la verifica di fattibilità di un Parco Archeologico “Live” ad impatto zero, raccontato mentre si scava.
 
Il progetto  di ricerca è finanziato con fondi europei,  provenienti dalla progetto “Voices Of Venice”, e con fondi diretti di Ca’ Foscari per il sostegno delle attività archeologiche. Le ricerche prevedono la collaborazione del Dipartimento di Antropologia dell’Università di Stanford, California e del Dipartimento di archeologia dell’Università di Reading, Regno Unito. Lo scavo, realizzato in regime di concessione ministeriale, è reso possibile grazie all’impegno del Comune di Venezia, che ha reso disponibile il terreno a titolo gratuito e si è operato per la promozione delle indagini. Fondamentale è il ruolo di coordinamento della Soprintendenza Archeologica, Belle Arti e Paesaggio per il Comune di Venezia e la sua Laguna.  
 

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