Fumata nera a Ca' Farsetti, le insegnanti dei nidi tirano dritto: sciopero confermato

Il tavolo di venerdì tra sindacati e amministrazione comunale non è andato a buon fine: il 15 novembre le operatrici dei servizi educativi incroceranno le braccia come previsto

La manifestazione del 22 ottobre

Nessun avvicinamento o accordo, lo sciopero si farà. A nulla è servito il tavolo di confronto svoltosi venerdì tra organizzazioni sindacali, Rsu e l’assessore Paolo Romor: "Purtroppo dobbiamo constatare - affermano Cgil, Cisl, Uil, Diccap, Csa e Cobas - che non vi è stata nessuna reale apertura rispetto al tavolo già svolto in prefettura, dimostrando che si vuole esasperare il personale per portarlo allo stremo ed evitare di affrontare i problemi".

"L’assessore - precisano i rappresentanti dei lavoratori - ha ribadito che gli spostamenti giornalieri sono una necessità che non può essere ovviata, e che lo strumento alternativo che pensano di utilizzare è la costruzione di un 'cuscinetto' di lavoratori reperito all’interno dell’ente; inoltre che per il momento non si intende riaprire l’accesso ai bambini iscritti fuori termine perché rischia di aggravare la situazione e mettere in discussione la programmazione già fatta".

Il 15 novembre si terrà quindi, come già annunciato, lo sciopero generale dei servizi educativi comunali per chiedere al sindaco di cambiare le proprie scelte e "investire sulle professionalità" dei lavoratori. La giornata di astensione dal lavoro segue altre iniziative intraprese fin dall'apertura dell'anno scolastico: i sindacati avevano denunciato i problemi che ci sarebbero stati nel garantire adeguatamente l’offerta dei servizi, mentre - ricordano - l’assessore Romor aveva rassicurato la cittadinanza che tutto sarebbe funzionato alla perfezione. Secondo i sindacati non è così: "Sta avvenendo il graduale smantellamento dei servizi - si legge in una nota congiunta - Che vengono trasformati in semplice vigilanza e controllo dei bambini. Per questo abbiamo più volte sollecitato il Comune a fare scelte diverse". L'ultima iniziativa del genere risale al 22 ottobre, quando è stata organizzata una manifestazione con corteo a Mestre.

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Secondo i sindacati "il Comune avrebbe la facoltà di de-precarizzazione, che è prevista nel limite del 50% del piano triennale di assunzioni, ma continua a non attuare questa possibilità. Noi assistiamo invece a continui spostamenti di educatrici, alla riduzione dei momenti di compresenza e dei laboratori e ad una costante limitazione dei diritti contrattuali e sindacali. Abbiamo quindi deciso di indire lo sciopero del personale e tenere assemblee informative nelle municipalità per spiegare ai genitori e alla cittadinanza lo stato dei servizi educativi del Comune e le ragioni dello sciopero".

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