Futuro chimica italiana, dipendenti Eni e Saipem tornano ad incrociare le braccia

Manifestazione nazionale di otto ore, prevista per il prossimo 13 maggio. Prenderanno parte alla protesta anche i dipendenti degli stabilimenti di Porto Marghera la protesta

I lavoratori di Eni e Saipem tornano ad incrociare le braccia. Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec hanno infatti proclamato uno sciopero di otto ore per il prossimo 13 maggio. Una manifestazione nazionale, alla quale aderiranno anche i dipendenti degli stabilimenti di Porto Marghera. Obiettivo, ancora una volta, quello di esprimere il proprio disappunto rispetto alle decisioni di dismissione della chimica italiana, con la cessione di Versalis al fondo americano SK Capital.

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Sul piatto, quindi, il futuro della chimica e gli otto impianti che danno lavoro a 6mila persone, tra diretti e indotto. Dopo aver puntato sulla chimica verde e aver sostanzialmente risanato il business gravato per anni da ingenti perdite, Eni aveva annunciato la ricerca di un partner per garantire continuità al piano di investimenti sviluppato. Ma per i sindacati il fondo prescelto non dà alcun tipo di garanzia. Ragion per cui la mobilitazione continua, senza sosta.

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