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Ilva: sciopero e corteo a Piazzale Roma. "I lavoratori non si toccano, no agli esuberi"

La manifestazione ha visto unite le sigle sindacali Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm Uil a Venezia, martedì mattina, in protesta contro il piano industriale della nuova azienda, Arcelor Mitta, che prevede esuberi e ammortizzatori sociali nei vari siti italiani della società, fra cui Porto Marghera e Padova

 

Striscioni, bandiere e caschi gialli hanno percorso il ponte di Calatrava, al suono dei fischi e delle contestazioni degli operai, fino a Palazzo Labia. Poi presidio al palazzo della Regione alla stazione ferroviaria di Santa Lucia, per chiedere un cambio di prospettiva alle istituzioni e un dietrofront sulla parola 'esuberi'. Gli interventi di Antonio Silvestri, Fiom Venezia, Luca Trevisan, Fiom Veneto, Enrico Piron, Camera del Lavoro di Venezia, Paolo Pozzobon, Cisl Venezia, e Loris Scarpa, Fiom Cgil Padova.

A Roma nel frattempo c'è stato l'incontro al ministero dello Sviluppo economico, a cui hanno partecipato il ministro Calenda, i commissari e i rappresentanti di Arcelor Mittal. A Venezia la manifestazione Fiom-Fim-Uilm di Venezia e Fiom di Padova con oltre 300 lavoratori, ha animato le calli della città lagunare con bandiere e striscioni. Il corteo, che riuniva i lavoratori dell'Ilva di Marghera, quelli dell'Ilva di Legnaro e molte rappresentanze provenienti dalle aziende del padovano e del veneziano, ha portato la protesta fuori dai cancelli degli stabilimenti veneti per le decisioni della nuova proprietà dell'azienda siderurgica.

Sotto la sede regionale della Rai i segretari generali della Fiom di Padova, di Venezia e del Veneto e i segretari di Fim e Uilm hanno parlato ai lavoratori e alla gente interessata. Hanno partecipato alla manifestazione anche i segretari generali della camere del lavoro di Padova e di Venezia, Aldo Marturano e Enrico Piron. Successivamente il corteo è ripartito per arrivare alla Regione, dove una delegazione è stata ricevuta dall'assessore, Elena Donazzan. Oltre a lei erano presenti Mattia Losego e Enrico Montagner, dell'Unità di Crisi di Veneto Lavoro, Anna Mandich della Direzione Lavoro della Regione Del Veneto, Paolino D'Anna, delegato al lavoro del comune di Venezia e Roberto Maniero, assessore del comune di Legnaro.

La rappresentanza dei lavoratori ha chiesto che la Regione e le istituzioni locali abbiano un ruolo in questa vertenza vista l'importanza strategica dei siti veneti, il loro futuro e le eventuali ricadute della trattativa nazionale. I sindacati e i lavoratori non sono disposti nella maniera più assoluta ad accettare né esuberi né ulteriori sacrifici salariali. L'assessore e i referenti di Veneto Lavoro hanno richiesto tutta la documentazione per poter approfondire e conoscere nel dettaglio la questione in modo tale da inviare nei prossimi giorni una richiesta ufficiale per partecipare al prossimo tavolo che si terrà il 9 novembre al ministero. Tutti i soggetti coinvolti e presenti hanno condiviso che questa vicenda e il rischio occupazionale che determina hanno delle ripercussioni dirette nelle ricadute strategiche sull'indotto per quanto riguarda la produzione, la distribuzione e il consumo dell'acciaio in tutti i settori industriali, metalmeccanici e non.

L’assessore al Lavoro regionale, Elena Donazzan, ha incontrato le i sindacati e le Rsu degli stabilimenti Ilva di Porto Marghera (Venezia) e di Legnaro (Padova) e ha espresso forte preoccupazione per la situazione descritta dai rappresentanti dei lavoratori, in quanto al momento sembra prospettarsi una forte riduzione del personale.Donazzan si impegna a chiedere che AM InvestCo Italy Srl (Società composta dall’85% di ArcelorMittal e per il restante 15% dal Gruppo Marcegaglia e aggiudicataria del bando internazionale che metteva in vendita gli asset aziendali di Ilva Spa), presenti il proprio piano industriale e indichi chiaramente quale sia il futuro dei due siti veneti. L’assessore Donazzan chiederà formalmente al Mise che anche le Regioni su cui insistono gli stabilimenti di Ilva vengano convocate al prossimo incontro previsto.   
 

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