Sciopero della logistica: presidio dei lavoratori contro il 'Pacchetto mobilità'

A Porto Marghera incrociano le braccia gli autotrasportatori contro la modifica, in Parlamento europeo, del regolamento sul riposo degli autisti dei mezzi pesanti. Cgil: «Sarebbe devastante»

Foto: mezzi pesanti, immagine d'archivio

È sciopero della logistica contro il 'Pacchetto mobilità' in discussione al Parlamento europeo, per approvare modifiche al regolamento 561 del 2006: i tempi di riposo per gli autisti di mezzi pesanti sarebbero spostati su 3 settimane e sarebbe considerato tempo di riposo anche quello che gli autisti trascorrono a bordo del proprio mezzo. Il sindacato Filt Cgil Venezia ha annunciato un presidio a Porto Marghera dei lavoratori aderenti, dalle 8 alle 18 di lunedì 14 gennaio.

Astensione nazionale

Lo sciopero di 24 ore è nazionale. «Infatti - scrive Filt - nonostante prime tiepide risposte positive, il vero nocciolo della questione verrà dipanato a fine gennaio, per cui teniamo in piedi questa giornata di mobilitazione. Devastanti sono i possibili scenari se venissero approvate le modifiche al regolamento europeo 561/06: i tempi di riposo per gli autisti di mezzi pesanti, sarebbero spostati su 3 settimane, e sarebbe considerato tempo di riposo anche quello che gli autisti trascorrono a bordo del proprio mezzo quando sono su un traghetto o su un treno per poter raggiungere la propria destinazione. Gli stessi autisti potrebbero andare in deroga ai tempi di guida con una semplice annotazione per raggiungere la propria destinazione estera (ogni autista sarà liberamente costretto a lavorare ancora di più senza sicurezza). Inoltre ogni stato può dotarsi di differenti impianti legislativi per le infrazioni e si può applicare al massimo una infrazione (ovviamente applicheranno quella meno invasiva per le proprie aziende)».

Rischio

«I tempi di riposo spostati su tre settimane - spiega ancora il sndacato dei Trasporti - indurranno gli autisti ad avere un affaticamento dal 20 al 33% superiore all'attuale e un rischio del 4-5% superiore di incidenti. Questo è un problema non solo per gli autisti, ma anche per la comunità tutta e la sua incolumità, ma porterebbe nelle tasche degli imprenditori che si occupano di traffici su gomma internazionali, un risparmio di ben 785 milioni di euro. Ancora una volta dobbiamo sacrificare il bene e la sicurezza della collettività per il bieco interesse di pochi? Inoltre, con l'allargare i tempi di riposo si avrà il fenomeno esponenziale del cabotaggio internazionale, finora arginato, ma se cadesse anche questo obbligo normativo, autisti provenienti dall'est europeo con normative previdenziali e salariali spropositatamente inferiori alle nostre, potrebbero tranquillamente soppiantare di fatto autisti e aziende italiane effettuando dumping sleale».

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