Nei tribunali a braccia incrociate: scioperano i lavoratori della giustizia

«Ci pagano oggi il salario accessorio del 2017 e anziché ricevere riconoscimenti e avanzamenti tocca spostarsi tra gli uffici per coprire la mancanza di personale specie in centro storico»

Presidio alla cittadella della giustizia a piazzale Roma

Amministrativi di tribunali e procure a braccia incrociate venerdì per lo sciopero di tutto il personale proclamato dalle funzioni pubbliche Cgil, Cisl e Uil e da Uilpa per l’intera giornata. Collaboratori giudiziari, cancellieri, segretari di tutto il Veneto hanno presidiato la cittadella della giustizia a piazzale Roma, dalle 10.30 a mezzogiorno, con un caldo infernale.

Trattamenti

«La situazione è pesantissima, manca un 30% di organico nella regione, i compensi sviliscono i lavoratori. Il personale in servizio – afferma Assunta Motta, della Fp Cgil veneta – è anziano, demotivato e pagato meno degli altri lavoratori pubblici. Eppure si chiede loro un impegno eccezionale per far fronte alle mancanze di personale: vengono spostati dalla loro sede a una provincia diversa (con comandi di 6 mesi) per sopperire alle carenze degli uffici di destinazione. Non c'è formazione né si riconoscono progressi di carriera ed economici che il governo si era impegnato a garantire nel 2017».

Assunzioni

«Assunzioni, stabilizzazioni dei precari, nuovi concorsi interni per progressioni professionali, procedure per il riconoscimento delle professionalità», lo chiedono congiuntamente Assunta Motta, Giuseppe Nolè e Massimo Zanetti delle sigle confederali e di Uilpa del Veneto. «Denunciamo da tempo l'attuale crisi occupazionale e il preoccupante quadro delle fuoriuscite, aumentate da "quota 100" - proseguono -. Andare in strada è l'unico modo per far tornare l'attenzoone sulle condizioni del settore. L'utilizzo delle "assegnazioni provvisorie", che dovrebbe essere la soluzione a situazioni emergenziali, è diventato la quotidianità, in cambio di niente».

Assemblee e produttività

«Nei prossimi giorni – fanno sapere Motta, Nolè e Zanetti - si terranno assemblee unitarie in tutte le realtà lavorative del ministero Giustizia in Veneto. A Venezia ci sarà l'assemblea conclusiva il 27 giugno in tribunale a piazzale Roma. Il rallentamento dei processi è cronico, i lavoratori hanno bisogno di essere riconosciuti professionalmente, mentre ci carenze di organico soprattutto nel centro storico veneziano e il salario accessorio è ridotto e viene pagato in ritardo: ragioniamo oggi della produttività del 2017. Inaccettabile».

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