Ca' Foscari, scritte fasciste e razziste nei bagni della biblioteca alle Zattere

Frasi incresciose, gli attivisti del Li.S.C. hanno indetto una manifestazione per mercoledì, davanti alla biblioteca. Il collettivo chiede che l'università prenda posizione in merito

Frasi incresciose, scritte a caratteri cubitali all'interno dei bagni della biblioteca CFZ alle Zattere di Venezia. "W il duce. Onore a Luca Traini. Uccidiamoli tutti sti...", queste le parole, corredate con tanto di svastica e croce celtica. Poi riprodotte a caratteri più piccoli anche altrove. Che sia una bravata, una grafica provocatoria o sintomi latenti, simili "uscite", in un contesto civilizzato, non sono ammissibili. Il collettivo universitario Li.S.C. ha voluto prendere in mano la situazione, organizzando una manifestazione per mercoledì alle 10.30 proprio di fronte alla Cultural Flow Zone, per chiedere a studenti, professori e dipendenti di partecipare alla pulizia e disinfestazione dall'odio razziale di quei bagni, eliminando le scritte fasciste, razziste e violente.

"Non è possibile tollerare certi messaggi"

"Anche le avvisaglie più insignificanti vanno presi tempestivamente in considerazione - hanno commentato gli attivisti del Li.S.C. - L'università è luogo dei saperi, di conoscenza, e in quanto tale dovrebbe essere più di altri immune da derive fasciste, razziste e sessiste. Una connotazione spontanea, data dalla naturale propensione degli studenti, ma anche costruita e garantita dalle istituzioni universitarie, che non possono demandare al caso, alla fiducia nella buona fede, il raggiungimento di questi obiettivi. L'Università Ca' Foscari Venezia non può tollerare che i propri muri veicolino messaggi d’odio, deliranti inneggiamenti a criminali e apologie di un regime dittatoriale, né di essere attraversata da chi mitizza la violenza razzista".

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"L'università deve prendere posizione"

"Ci aspettiamo che l'università prenda parola attraverso uno dei suoi portavoce - continuano - e dichiari che simili posizioni non hanno spazio a Ca’ Foscari. E insieme ai rappresentanti istituzionali, è tempo che anche i professori, i ricercatori, il personale tecnico, gli studenti, tutte le singolarità che attraversano quotidianamente questi luoghi e contribuiscono a determinarli e connotarli prendano pubblicamente posizione. L‘antifascismo non è una tra le tante opzioni, è l’unica praticabile".

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