Senzatetto trovato morto in un edificio abbandonato a Ceggia

Lo straniero, probabilmente nordafricano, non sembra aver avuto più di 35 anni. Restano ignote le cause del decesso, ma si esclude la violenza

Da alcuni anni, in quel palazzo abbandonato di fronte alla stazione di Ceggia, abusivi e forze dell'ordine si rincorrono in un carosello sempre uguale, fatto di sgomberi e occupazioni clandestine. Domenica mattina, però, la segnalazione di un passante ha portato ad un nuovo capitolo della vicenda, ben più drammatico: tra le stanze dismesse dello stabile è stato infatti trovato il corpo senza vita di un giovane straniero.

ULTIMA SIGARETTA – Ad allertare la municipale, che a sua volta ha poi girato la segnalazione ai carabinieri di San Donà, è stato un cittadino preoccupato dall'acqua che domenica mattina pareva fuoriuscire proprio dai locali abbandonati del vecchio stabile. Gli uomini dell'Arma sono intervenuti per controllare e, stando a quanto riporta la Nuova Venezia, hanno scoperto il corpo senza vita di un nordafricano al primo piano. Lo straniero, che sembra avesse tra i 30 e i 35 anni, era riverso su di un materasso sfatto, con una sigaretta ancora stretta tra le labbra. I militari escludono le ipotesi di morte violenta e stanno invece indagando sulla possibilità di un mix letale di droghe e medicine o, non è da escludere, di semplici cause naturali. Solo l'autopsia, prevista per i prossimi giorni, potrà fare luce su questa inspiegabile tragedia.

ABBANDONATO – Intanto l'episodio ha riacceso la polemica sulla palazzina in disuso di via Duca d'Aosta, dove è stato ritrovato il corpo. L'edificio abbandonato, già sede del supermercato Osa e posto proprio dirimpetto alla stazione ferroviaria, da anni è diventato il rifugio di senzatetto e balordi. Le segnalazioni dei cittadini e gli interventi del Comune riescono a riportare la tranquillità nella zona al massimo per qualche mese, prima che il problema si ripresenti identico. Le recinzioni e le barriere in legno installate dal proprietario dello stabile non si sono rivelate un deterrente sufficiente e così nei prossimi giorni l'amministrazione cittadina e l'intestatario del palazzo studieranno assieme una diversa soluzione per restituire la tranquillità al quartiere.

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