Un laboratorio per produrre bombe: 50 chili di polvere pirica in garage

Nei guai un parrucchiere di Camponogara. Il giovane probabilmente era una sorta di grossista

Il materiale sequestrato

Centocinquantanove ordigni tra «bombe» artigianali e petardi modificati per aumentarne le potenzialità. E poi micce, bilancini, imbuti e una «marmotta» di quelle utilizzate per far esplodere gli sportelli bancomat. In totale, 50 chili di polvere pirica. Tutto nascosto all’interno di un garage che era diventato un vero e proprio laboratorio per un parrucchiere di Camponogara. I carabinieri hanno sequestrato il materiale nell’abitazione in cui R.S., 21enne, viveva insieme alla sua famiglia sabato mattina, quando lo hanno raggiunto per notificargli un obbligo di dimora emesso nei suoi confronti perché ritenuto uno dei responsabili di un sequestro di persona che risale al 9 aprile.

Il sequestro

Quel giorno il 21enne, assieme ad un 29enne romeno (noto spacciatore di eroina che è stato, invece, raggiunto da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere) e ad altri complici, secondo la ricostruzione dei carabinieri avrebbero sequestrato e malmenato due ventenni, un italiano di origini ucraine e un gambiano, entrambi noti nel mondo dello spaccio. Le vittime erano state avvicinate alla fermata del tram in via Ca’ Rossa a Mestre da tre giovani che, sotto la minaccia di una pistola, li avevano caricati in auto, legati con le fascette e accompagnati nei pressi dell’aeroporto. Qui erano arrivati il 21enne e due donne e tutti insieme si erano recati in un casolare abbandonato a Fossò. Le vittime erano state intimidite con coltelli e pistola e R.S. avrebbe fatto anche esplodere una bomba carta per minacciarle. L’obiettivo era far confessare loro una rapina commessa qualche settimana prima ai danni di una delle due donne. Una volta liberati, i ventenni avevano lanciato l’allarme e le indagini dei carabinieri del nucleo investigativo hanno portato a identificare cinque dei sei sequestratori, tra cui proprio il 21enne, a casa del quale sono state trovate le sostanze esplodenti.

Il laboratorio

Il giovane, incensurato, è stato arrestato ma il gip nei suoi confronti ha emesso una nuova misura di obbligo di dimora con permanenza notturna. Le indagini continueranno per comprendere la destinazione del materiale. È possibile che R.S. fosse una sorta di «grossista» e che fornisse le marmotte o altri materiali esplodenti a chi glieli commissionava. Il ragazzo aveva allestito un laboratorio dopo aver studiato su internet come produrre gli ordigni. Fino a un anno fa si riforniva attraverso il sito internet (che poi è stato chiuso) dal nome «Bombashop», mentre nell’ultimo periodo acquistava attraverso due aziende specializzate, sulle quali sono in corso verifiche da parte degli investigatori. In garage sono state trovate anche quattro piantine di marijuana.

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