Sgravi e contributi del 1994, un salasso per 60 aziende veneziane

Il Consiglio di stato supera la sentenza del Tar e chiede alle società di versare subito i soldi: per alcuni si tratta anche di tre milioni di euro, non rateizzabili

Concorrenza falsata, mancati pagamenti e persino danno all'immagine del Paese, sono queste le accuse che il Consiglio di stato muove alla sessantina di imprese veneziane (su oltre duecento coinvolte nel caso) che dal 1994 al 1996 hanno goduto degli sgravi fiscali poi giudicati illegittimi. Ora, come riporta il Gazzettino, le società devono tirare fuori i soldi che gli erano stati “abbonati”, ma in molti casi un versamento della portata richiesta manderebbe sul lastrico tantissime imprese.

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SENTENZA RIBALTATA – In realtà sul caso si era già espresso il Tar, intervenendo per sospendere le nuove cartelle esattoriali che l'Inps aveva inviato alle imprese in questione. Ora però quella sentenza viene cancellata proprio dalla decisione del Consiglio di stato, che ha invece ordinato di versare all'ente previdenziale più di un terzo dei 250 milioni di aiuti (ovvero il capitale, degli elevati interessi si ridiscuterà più avanti): sono due o tre milioni di euro ad azienda, soldi che, in questo momento, in molti faticheranno a tirare fuori. Inutile anche sottolineare come le cartelle esattoriali Inps siano state giudicate sbagliate, dato che richiedevano un'istruttoria società per società: il Consiglio ha valutato l'interesse pubblico superiore a quello dei privati, e quindi i soldi vanno dati subito. A marzo si ridiscuterà degli interessi, ma nel frattempo molte piccole realtà dovranno combattere la loro battaglia in solitaria, il rischio è quello di chiudere i battenti.

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