Simulò di essere vittima di rapina per tenersi i soldi: ex dipendente denunciato

Lavorava per una ditta di noleggio slot machine. I carabinieri hanno rilevato scarsa attendibilità nel suo racconto, denunciato un uomo di Cavarzere

Il Comando di Chioggia Sottomarina

È indagato per simulazione di reato dopo aver falsamente denunciato di essere stato vittima di rapina. Si tratta di un 48enne di Cavarzere il quale, all'epoca dei fatti, era dipendente di una azienda di noleggio di slot machine. Il pomeriggio del 7 novembre 2018 si presentò dai carabinieri di Sottomarina e spiegò di essere stato derubato di 50mila euro lungo la strada provinciale Cavarzere/Romea, in località Bruso di Cona. L’uomo riferì che, mentre si trovava alla guida del furgone aziendale, era stato affiancato da un'auto i cui occupanti lo avevano costretto a fermarsi a lato strada. Dopodiché, sempre secondo il racconto, lo avevano colpito al volto e si erano impossessati del denaro riscosso in precedenza dalle slot per conto della ditta per cui lavorava.

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Simulazione di rapina

La sua testimonianza, però, non ha convinto i carabinieri. Le indagini del Nucleo operativo della compagnia di Chioggia e del comando di Cavarzere hanno evidenziato «chiari elementi sulla scarsa attendibilità» di quanto denunciato: ad esempio, ci sono delle telecamere che hanno inquadrato il furgone pochi secondi prima della presunta rapina, ma nessuna auto che lo seguiva. Inoltre è stato accertato (tramite il dispositivo satellitare installato nel veicolo) che l'uomo aveva deviato rispetto al percorso abituale, probabilmente proprio per ritrovarsi in una zona più appartata e non avere testimoni attorno. Non risultava nessuna brusca frenata, né danni al furgone, e la conseguenza del presunto colpo ricevuto al volto si limitava a un lieve arrossamento vicino all'occhio. Infine, l'uomo non era nuovo a "giochetti" di questo genere: l'azienda avrebbe riferito che già in passato il dipendente aveva raccontato di essere stato vittima di un furto non troppo limpido. Oltretutto, poco dopo l’episodio di novembre, il 48enne si è licenziato. Al termine degli accertamenti, gli è stato notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari emesso dalla procura presso il tribunale di Venezia.

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