Continua il braccio di ferro tra sindacati e Comune: "Presentato ricorso al giudice"

Nel mirino il mancato riconoscimento del referendum dei mesi scorsi da parte di Ca' Farsetti: "Pronti a mobilitazioni anche durante gli appuntamenti istituzionali di questi mesi"

I sindacati tirano dritto nello scontro con l'amministrazione comunale sul fronte del rinnovo del contratto decentrato a Ca' Farsetti. A un mese dalla consultazione interna tra i dipendenti, i rappresentanti dei lavoratori lamentano la mancanza di una risposta formale della dirigenza sul referendum stesso e sulla possibile riapertura o meno delle trattative. Paventando anche possibili iniziative di protesta nelle prossime settimane durante gli appuntamenti istituzionali che caratterizzeranno la città.

Settimane di stallo a fronte delle quali i sindacati hanno deciso di depositare un ricorso ufficiale al giudice del lavoro in cui si chiede che il Comune venga sanzionato (nuovamente) per comportamento antisindacale, annullando il contratto stipulato solo dalla Cisl. "Questo atteggiamento dimostra un totale disprezzo nei confronti della democrazia nei luoghi di lavoro - dichiarano in una nota Cgil, Csa, Cobas e Diccap, oltre che la Rsu - così facendo il sindaco Brugnaro umilia il suo ruolo di rappresentante delle istituzioni e dei cittadini".

Per tentare di fare chiarezza (per esempio alcuni centri estivi sarebbero ancora in "forse" in città) sono stati organizzati degli incontri con i gruppi politici del Consiglio comunale: "Ad oggi abbiamo incontrato il Partito Democratico, Forza Italia e Mdp-Articolo 1 - continuano i sindacati - Da tutti abbiamo registrato la disponibilità al confronto e all’ascolto e a tutti abbiamo chiesto di portare i temi dei lavoratori e del contratto nella discussione a Ca' Loredan". 

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Altra battaglia su cui i rappresentanti dei lavoratori chiedono un tavolo urgente è quello sui precari: "Va sanato lo scempio fatto con i licenziamenti, dato che la recente riforma Madia dà alcune possibilità assunzionali precedentemente negate, in particolare non prevede più che il personale sia in servizio oggi ma che lo fosse nell’agosto del 2015. Permettendo, quindi, di recuperare coloro che sono stati lasciati a casa - si legge nel comnicato - Attendiamo da due mesi anche una risposta sui circa 1.200 ricorsi interni sul sistema di valutazione senza la quale, a breve, presenteremo un ulteriore ricorso al giudice del lavoro". 

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