Apt, stanno per partire i licenziamenti. Sindacati: "Brugnaro salvi questa realtà"

Sono in 26 a rischiare di rimanere disoccupati. Il tempo stringe: tempo limite il 10 marzo: "Si il tavolo con la città metropolitana per salvare le professionalità". Appello ai Comuni

Si fa molto fosco il futuro per i 26 dipendenti Apt che, dopo la morte della Provincia di Venezia, rischiano di rimanere senza lavoro. Il tempo sta per scadere, visto che secondo i sindacati, che giovedì mattina hanno indetto una conferenza stampa unitaria, entro il 10 marzo dovrebbero scattare le lettere di licenziamento. Una settimana prima dovrebbe chiudersi la procedura per la chiusura degli uffici di promozione turistica. Per questo a una sola voce i rappresentanti dei lavoratori chiedono al sindaco metropolitano, Luigi Brugnaro, di convocare un tavolo per capire come uscire da questa situazione d'impasse. La prosposta è di costituire una realtà simile, però sotto il cappello della città metropolitana, che possa continuare a garantire gli stessi servizi di prima. 

I sindacati (Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl) ne fanno non solo una questione di lavoro e di famiglie da mantenere, ma anche di servizi e professionalità che a breve potrebbero perdersi, con tanta pace del settore economico principale di tutto il Veneziano: "È sconcertante che nella città e nella provincia del Veneto che ha nel turismo la principale attività economica si decida nel totale silenzio delle istituzioni, a partire dalla città metropolitana, di chiudere una attività fondamentale a sostegno sia dei turisti che dei comuni e della Regione", dichiarano.  

La dimostrazione dell'importanza dei servizi erogati è che ancora gli enti locali si appoggiano agli uffici per diverse questioni. Perché lì, è il ragionamento dei sindacati, si trovano competenze che altrove non esistono. Allo stato continuano a elaborare statistiche dei flussi turistici, a gestire le locazioni turistiche, a coordinare le varie attività relative alla progettualità comunitaria e di area vasta ("scovando" gare e fondi europei), assistere gli operatori della comunicazione e gli operatori turistici stranieri. 

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I sindacati chiedono di mantenere quindi la capillarità degli uffici Apt, magari cambiando loro nome vista la dipartita delle Province. La partita, dunque, non riguarda solo i 26 lavoratori che rischiano di perdere il lavoro, ma questa vertenza si inscrive in una battaglia più larga che possa portare alla nascita di una nuova realtà. Ricollocando eventuali disoccupati e garantendo servizi essenziali al comparto turistico. Servono soldi, però: per questo l'idea è di chiedere ai Comuni delle località turistiche che versino un euro derivante dalla tassa di soggiorno ogni 100 visitatori.

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