Tornado, i soldi degli Sms solidali ancora inutilizzati. Ultimatum: "10 giorni di tempo"

La Regione ha lanciato l'aut aut alle istituzioni del territorio. In ballo 211mila euro: "O ci si mette d'accordo a breve o indiremo una riunione da cui uscire con una soluzione condivisa"

"Siamo costretti a proporre un ultimatum". A dichiararlo in una nota è l'assessore regionale alla Protezione civile, Gianpaolo Bottacin, in merito ai 211mila euro raccolti grazie agli sms solidali dei cittadini dopo il tornado dell'8 luglio 2015. Questa la somma che da mesi è bloccata in attesa che le istituzioni si mettano d'accordo su come utilizzarla. Una proposta c'è, ed è quella del Comune di Pianiga, che ha proposto di intervenire per rimettere in sesto lo stadio di Cazzago, devastato dalla calamità naturale. Servirebbero però 400mila euro, quindi c'è l'ostacolo da superare della copertura finanziaria. Oltre che dell'unanimità di consensi (che allo stato pare non esserci sul territorio). Allo stato, però, il frutto della generosità degli italiani è ancora bloccato. A distanza di un anno e mezzo dal tornado.

Ora arriva l'aut aut da parte di Palazzo Balbi: "Se entro dieci giorni non dovessero arrivare ulteriori progetti da parte dei comuni di Mira, Dolo e Pianiga, aventi le caratteristiche di opera pubblica a grande valenza sociale collegabile ai danni post evento, sarà la Regione, per quanto di sua competenza, a formalizzare al Dipartimento nazionale della protezione civile il finanziamento di un progetto che abbia le caratteristiche previste o la conferma dell’unico progetto finora presentato, la ricostruzione dello stadio a Pianiga", sottolinea Bottacin. 

L'iniziativa dopo una lettera del capo del dipartimento nazionale della Protezione civile, Francesco Curcio, in cui si indacavano tempi brevi per trovare il modo su come utilizzare i fondi solidali. Altrimenti questi fondi potrebbero essere sfruttati per altri "interventi emergenziali". “La Regione si trova a dover procedere in questo modo – evidenzia l'assessore regionale - in quanto i tre Comuni e il Comitato dei garanti non sono stati in grado di trovare un accordo per un progetto condiviso su cui far convergere i 211mila euro raccolti grazie alla generosità di tanti cittadini”.

Gli interventi finanziabili, su precisa indicazione del dipartimento nazionale della protezione civile, devono essere opere pubbliche di grande valenza sociale, collegate direttamente alla ricostruzione post evento calamitoso. Da allora l'unico progetto concreto pervenuto sarebbe quello presentato dal comune di Pianiga di ricostruzione dello stadio, ma tutto è ancora bloccato. “Nel corso delle riunioni dei garanti – fa rilevare l’assessore - è emersa la proposta di finanziare interventi sui navigli. Tale intervento però non è finanziabile, non essendo opera pubblica di grande valenza sociale associata direttamente alla ricostruzione post evento. Tra l'altro tale proposta, proveniente dal garante del comune di Dolo, non è stata suffragata da un progetto, come invece richiesto dal dipartimento. Allo stato attuale quindi – conclude Bottacin - l'unica opera pubblica aventi le caratteristiche per essere finanziata resta lo stadio o un suo stralcio funzionale. Se entro dieci giorni non arriveranno proposte diverse e con i requisiti richiesti, sarà la Regione a indicare alla protezione civile nazionale un progetto finanziabile o la conferma dell’unico progetto finora presentato, per vedere utilizzati i fondi raccolti”.

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