«Dammi i soldi o ti taglio a pezzi»: estorsioni al fratello, botte alla moglie per la droga

Nessuna remora per il cittadino iracheno residente a Zelarino arrestato per estorsione dai carabinieri. Rubava in casa e pretendeva denaro sotto minaccia per acquistare la droga

Chiedeva contanti al fratello sotto minaccia, somme che si aggiravano sui 2-300 euro a botta. «So dove lavori, se non mi dai il denaro ti taglio a pezzi», intimazione alla quale l'uomo non era in grado di opporre resistenza. Gli consegnava i soldi richiesti, che poi venivano reinvestiti nell'acquisto dello stupefacente. S.T.O., il cittadino iracheno di 36 anni arrestato dai carabinieri di Spinea per estorsione ai danni della moglie, A.S., 34enne di nazionalità marocchina e residente con lui a Zelarino, e del fratello, S.D.O., 28enne residente a Mira, si sarebbe spinto a chiedere anche cifre più grosse, addirittura 5mila euro. Il tutto per alimentare la sua tossicodipendenza.

Estorsioni a moglie e fratello per la droga

Minacce e violenza

Non si è fatto remore negli ultimi tempi, giungendo addirittura a rubare il cibo del figlioletto, di solo 1 anno, per rivenderlo a prezzo contenuto e acquistare la droga con il ricavato. La moglie, per proteggere dalla dipendenza del marito quel poco che avevano per sopravvivere, avrebbe deciso di affidare i 500 euro ottenuti come sussidio di sostentamento per sé ed il figlio dal Comune di Venezia al cognato. Nella speranza che potesse tener testa al fratello. Un tentativo vano, che avrebbe dovuto essere segreto, ma del quale il 36enne è venuto ben presto a conoscenza. A quel punto ha cominciato a minacciare anche la moglie, maltrattandola ed arrivando pure a picchiarla. Pretendeva quel denaro per sé, per acquistare lo stupefacente.

L'arresto in flagranza di reato

L'ultimo episodio, quello in cui il fratello avrebbe dovuto consegnare 500 euro al fratello, è cominciato con un nulla di fatto. Nel giorno dell'incontro, infatti, il 36enne non si è presentato. Nella giornata di ieri, poi, la telefonata inaspettata dell'uomo, che intimava al fratello di recarsi a Spinea di lì a poco, per la consegna del denaro. È proprio in quel momento che i carabinieri locali hanno potuto cogliere in flagranza di reato il cittadino iracheno, stringendogli le manette ai polsi. E conduncendolo nel carcere di Santa Maria Maggiore a Venezia.

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