Tragedia alla Solfatara, gli zii chiedono riserbo: "Rispetto per il bambino, unico superstite"

Negli ultimi giorni alcuni sviluppi giudiziari hanno riacceso l'interesse attorno alla vicenda. Ma la famiglia, tramite l'avvocato, chiede che il piccolo sia tutelato da ulteriore pubblicità

“Nostro nipote ha solo nove anni e ha vissuto una tragedia indicibile. Se le vicende che riguardano i minori vanno trattate sempre con la massima delicatezza, questa deve esserlo ancora di più”. A parlare sono gli zii dell'unico superstite della famiglia Carrer di Meolo, distrutta nell'incidente del 12 settembre scorso alla Solfatara di Pozzuoli. Il fratello maggiore cadde in una voragine del terreno che inghiottì anche il papà e la mamma, precipitatisi nel vano tentativo di salvare il figlio.

"Merita riserbo"

Gli zii paterni, che ora si prendono cura del figlio piccolo, non hanno gradito il cancan mediatico attorno alla figura del bambino scatenatosi nei giorni scorsi dopo le notizie sugli ultimi sviluppi giudiziari del caso. La famiglia si è affidata a Studio 3A, società specializzata nella valutatazione di responsabilità nei sinistri. “Siamo di fronte a un bambino – continuano gli zii e l’avvocato Berardi - che sta seguendo un difficilissimo percorso di elaborazione del lutto. Un percorso che rischia di venire compromesso se si cita il bambino tranquillamente per nome, suscitando la curiosità delle persone che lo circondano. Tutta questa pubblicità è un danno per lui. Merita rispetto, riserbo, tutela e protezione. Chiediamo quanto meno di omettere di citarlo nominativamente”.

Gli sviluppi

Quanto agli ultimi sviluppi del procedimento, gli avvocati Alberto Berardi e Vincenzo Cortellessa, pur esprimendo “soddisfazione per l'estensione delle indagini ai proprietari del sito e alla società Vulcano Solfatara srl, oltreché per il certosino lavoro di ricostruzione del fatto effettuato dalla Procura di Napoli” , non reputano opportuno “esprimere valutazioni e/o giudizi sull'iniziativa della Procura, essendo pendente la decisione del Gip: in questa fase non ci pare corretto intraprendere iniziative informative di carattere pubblico".

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