Sparatoria Marghera, capogruppo Udc Venturini: "Cosa abbiamo sbagliato?"

Il consigliere ha scritto sul suo blog alcune righe in cui esprime il proprio dolore da residente nel vedere una Marghera diversa: "Non è come l'abbiamo conosciuta domenica sera"

"A Marghera la gente questa sera (domenica, ndr) era in piazza, accalcata, spaventata, agitata e in cerca di risposte. Non c’erano concerti questa sera in Piazza Mercato, nessuno suonava. Rumori invece si, rumori brutti, rumori di altri tempi". Scrive di getto Simone Venturini, capogruppo Udc a Ca' Farsetti. Lui Marghera l'ha vissuta fin da piccolo. E chi l'ha conosciuto anche al di là dell'attività politica conosce l'attaccamento che prova per quelle strade, per quelle vie.

I DETTAGLI DELLA SPARATORIA

Domenica era anche lui (come l'assessore all'Ambiente Gianfranco Bettin che abita poco lontano) tra la folla di gente che si è accalcata in piazza Mercato dopo la sparatoria che all'ora di cena ha visto cadere morto un 33enne di nazionalità macedone. Spari in mezzo alla folla. Il terrore. Le sue parole, scritte di getto sul suo blog, sono quindi quelle di un giovane residente che ha vissuto sulla propria pelle suo malgrado una delle notti più lunghe: "Marghera illuminata a giorno dai lampeggianti blu e dai riflettori installati nel giro di un’ora per illuminare la scena del crimine - scrive Venturini - Marghera proiettata in un film, nelle serie tv che tutti noi abbiamo visto almeno una volta nella vita. Cartellini gialli con le lettere per classificare e fotografare le prove, nastro per isolare la scena, l’arrivo della scientifica, il lenzuolo bianco prima e il sacco nero poi".

Le domande sono anche autocritica, forse: "Cosa si è rotto? Cosa è stato sbagliato? Dove sono mancate le istituzioni? - si chiede il consigliere Udc - A queste domande dobbiamo dare una risposta immediata e forte, ma dobbiamo anche pensare a un modo per ribadire che la mia Marghera, che la nostra Marghera, non è quella vista stasera. È un’altra città, una città sorridente dove tutti si conoscono, dove la gente non è ricca ma vive con dignità, dove nessuno considera l’altro un nemico, dove gialli, bianchi, neri e rossi vivono nel rispetto reciproco. A questa Marghera continuo a pensare quando rispondo alla domanda “dove abiti?”.

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