Punta Canna, il prefetto ordina di togliere i riferimenti al fascismo. Denuncia per il titolare

Al proprietario dello stabilimento balneare chioggiotto intimato intimato di eliminare i messaggi contro la democrazia. Lui: "Un cartello non fa male, specie se dice la verità"

La reazione delle istituzioni non si è fatta attendere. Dopo il caso scoppiato domenica della spiaggia di Sottomarina caratterizzata da una serie di richiami al fascismo, la prefettura di Venezia ha emanato un'ordinanza con cui ordina al titolare, Gianni Scarpa, 64enne miranese, l'eliminazione di ogni riferimento al movimento politico di estrema destra. Intanto la Digos è pronta a inoltrare all'autorità giudiziaria una denuncia entro la giornata, valutando in particolare i reati previsti dalla legge Mancino (che sanziona e condanna gesti, azioni e slogan legati all'ideologia nazifascista).

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RIMOZIONE DEI CARTELLI - All'imprenditore, titolare della concessione balneare di Punta Canna a Sottomarina, è intimata "l'immediata rimozione di ogni riferimento al fascismo contenuto in cartelli, manifesti e scritte presenti all'interno dello stabilimento", oltre all'ordine di "astenersi dall'ulteriore diffusione di messaggi contro la democrazia". Per il prefetto l'ordinanza è motivata dal "pericolo concreto e attuale che la persistenza di tali comportamenti possa provocare esplicite reazioni di riprovazione e sdegno nell'opinione pubblica, così vivamente turbata, con conseguenti possibili manifestazioni avverse e di riflesso, il rischio di turbative dell'ordine pubblico". La notifica del provvedimento nella giornata di lunedì a cura della questura di Venezia. A dire il vero già nelle prime ore della mattinata i cartelli incriminati erano stati rimossi. Restano tutti gli altri, in cui si esplicita per esempio il divieto a "buzzurri e a bambini".

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GIANNI SCARPA: "NON BISOGNA AVERE PAURA DEI CARTELLI, SOPRATTUTTO SE DICONO LA VERITA'" - "Io non ho mai votato - ha commentato il gestore lunedì pomeriggio ai microfoni di SkyTg24 - se controllate la mia scheda elettorale è completamente bianca. A me non interessa niente della politica. Nello stabilimento entra tanta gente e devo assicurarmi che sia gente per bene. Sono dell'opinione che un cartello non fa male, specialmente quando dice la verità. Se tu imponi di toglierlo - conclude - è perché non vuoi sapere la verità. Ma non c'è niente di male, io lo tolgo...".

I CLIENTI LO DIFENDONO - Già in mattinata l'imprenditore aveva provveduto a togliere i cartelli incriminati, almeno quelli con espliciti richiami al Ventennio. Commenti perplessi da parte di alcuni degli ospiti dello stabilimento, secondo i quali - nonostante l'ipotesi di apologia del fascismo - attorno al caso è nata una "polemica insensata". (DETTAGLI, FOTO, VIDEO)

IL MINISTRO FEDELI - Un commento arriva anche dal ministro dell'Istruzione Valeria Fedeli, presente a Venezia per un convegno di Ca' Foscari: "Sono sgomenta e non sottovaluto questi segnali di considerazione del regime fascista. Anche perché sono segnali autoritari, violenti, quindi pericolosi per una democrazia. Sono rimasta colpita, tutto ciò non può essere scoperto alla fine". Secondo il ministro è necessario "intervenire subito, anche con un'attenzione pubblica dei media, che non trascurino questi segnali". Fedeli ha aggiunto che sarebbe ancor più inquietante se quando scoperto a Chioggia andasse avanti da tempo, "perché ci sarebbe un'accettazione di una situazione come quella".

IL VICESINDACO DI CHIOGGIA, MARCO VERONESE - “Sapevamo che c’era una selezione della clientela, che preferivano persone più giovani che bambini, ma di questi atti non abbiamo mai saputo niente”. Cosi Marco Veronese, vicesindaco e assessore al Demanio del Comune di Chioggia, è intervenuto a Effetto Giorno su Radio24. “Non so” se qualcuno della giunta sia mai entrato “e neanche io ho mai messo piede all’interno di questo stabilimento”. In merito alla possibilità del Comune di intervenire sulla concessione prima del provvedimento della questura, il vicesindaco ha spiegato: “Noi dobbiamo controllare dal punto di vista amministrativo. La concessione era regolare e quindi non abbiamo fatto nessuna azione”. E aggiunge: “I provvedimenti sanzionatori sono a carica di prefettura e questura; quando arriverà, noi ne prenderemo atto”. Il vicensindaco conferma anche che la concessione dipende dal Comune: “E’ demanio marittimo e le concessioni vengono rilasciate dal Comune”. A Simone Spetia che lo incalza, chiedendo se il Comune possa revocargli la concessione come scelta politica, il vicesindaco ha risposto: “No, per revocare la concessione ci devono essere dei reati, i reati li stabilisce la prefettura e dopo noi agiamo in base al nostro regolamento”. ‘Se è apologia di fascismo c’è il reato e quindi potreste farlo?’ chiede il giornalista su Radio 24 e Veronese risponde: “Sempre se la prefettura ci invia comunicazione dove viene confermato questo reato”. E aggiunge: “Azioni politiche? Noi condanniamo quello che è stato fatto. Però il lato amministrativo è una cosa, la posizione politica della giunta e del Consiglio comunale è logicamente contro questo tipo di comportamenti” e sottolinea: “Condanna politica sicuramente. Condanniamo assolutamente questo tipo di comportamento”.

IL VICEPRESIDENTE PD, MARTELLA - "Si tratta di evidente apologia al fascismo". Questo il commento del vicepresidente dei deputati del Partito Democratico, Andrea Martella, che ha aggiunto: "Non siamo di fronte a folklore o goliardate, come invece le definisce il vice sindaco di Chioggia, minimizzando il tutto in modo grave. Vogliamo sapere urgentemente dal Governo se procederà al ritiro della concessione demaniale. Bene ha fatto in queste ore la prefettura ad ordinare l'immediata rimozione di ogni riferimento al fascismo e l'ulteriore diffusione di messaggi contro la democrazia. L’auspicio - conclude Martella - è che con altrettanta celerità anche il governo proceda con la valutazione del ritiro della concessione. Lo Stato la politica non possono chinare la testa di fronte a chi oltraggia la democrazia e la nostra Costituzione”.

ENRICO PIRON, CGIL VENEZIA - "Una Spiaggia tutta nera. A Chioggia una concessione balneare intitolata a Mussolini. Siamo alla follia! Questo nostro Paese è assolutamente straordinario e tollerante, quando lo vuole. Anche nei suoi paradossi. Un imprenditore si sveglia la mattina e intitola la sua concessione balneare al dittatore che ha messo in ginocchio ed ha affossato l'Italia dalle fondamenta, distruggendo il tessuto sociale e provocando una bruciante frattura nel Paese. Se le ragioni storiche non bastano, almeno questa volta devono essere applicate le ragioni giuridiche. E allora, visto che l'apologia del fascismo nel nostro Paese è un reato (lo dice la nostra Costituzione) allora non è proprio possibile che un pezzo del territorio italiano sia affidato in concessione a un fascista. Si levi a quel fascista la concessione, anche se è un burlone. E la si affidi a qualche altro imprenditore.

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