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Staminali: decisione il 28 agosto, nel frattempo sì alle cure per Celeste

Il giudice chiede agli Spedali Civili di Brescia ulteriore documentazione. Decisione sullo stop o meno alle terapie sperimentali cui è sottoposta la bimba di due anni di Tessera rinviata

La redazione 22 agosto 2012

Il giudice del lavoro del Tribunale di Venezia Margherita Bortolaso ha depositato stamane un'ordinanza in cui si rinvia la decisione sul caso di Celeste, la bimba di due anni affetta da atrofia muscolare spinale cui era stata interrotta la cura compassionevole con cellule staminali adulte, al 28 agosto prossimo.

 

E' stata però accolta la richiesta della difesa: in attesa del giudizio, alla piccola potranno essere somministrate cellule staminali perché è in "pericolo quotidiano di vita". Decisione notificata con fax urgente all'ospedale di Brescia dalla cancelleria del tribunale del lavoro. Nel contempo il giudice ha anche chiesto l'acquisizione di informazioni sanitarie agli Spedali Civili della città lombarda, in cui la piccola era in cura, e all'Agenzia del farmaco di Roma.

"Questo rinvio non è sicuramente la soluzione ideale, ma va riconosciuto che il giudice, che mi sembra molto professionale, non potesse decidere senza avere in mano quei documenti che l'ospedale di Brescia non gli ha ancora voluto mandare, a partire dall'esposto al Tar". Commenta così il dottor Marino Andolina, il pediatra in pensione che segue in prima persona la vicenda della bambina di Tessera cui è stata sospesa la cura con le cellule staminali. "Ha dimostrato di essere non solo un ottimo professionista ma anche un essere umano - aggiunge il medico -. Che Dio la benedica. Ho già parlato con l'ospedale di Brescia - aggiunge - e sono pronto a partire per andare lì". Sui tempi necessari per riprendere il trattamento, Andolina non si sbilancia. "Ci vorranno due o tre giorni intanto - conclude - per valutare la vitalità e la sterilità delle cellule" prelevate alla madre e in attesa di essere trapiantate a Celeste.

 

 Soddisfatto della posizione del giudice è il papà della bambina, Gianpaolo Carrer. "Speriamo che sia solo la prima apertura, la prima notizia positiva in questa vicenda - commenta -. Ne ero sicuro perché avevo già notato ieri in udienza l'attenzione con la quale siamo stati ascoltati".

 

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"Credo che, senza cure, - ha sottolineato di nuovo il pediatra Andolina - la paziente possa sopravvivere ancora solo uno o due mesi, rischiando però ogni giorno di morire in caso sopravvenga una polmonite. Speriamo di poter commentare tra una settimana una buona notizia". (Ansa)
 

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