Famiglie sempre più vulnerabili nel Veneziano: 1 su 10 a rischio povertà

Dati allarmanti emergono da uno studio redatto dal Comune, secondo il quale l'11% quasi dei nuclei sono in estrema difficoltà economica, il 15,6% sono inconsapevoli e più del 30% è la zona grigia

L’11% delle famiglie veneziane è a rischio povertà e una su due è in stato di sofferenza economica. Sono alcuni dei dati più allarmanti emersi dallo studio “La vulnerabilità economica nel comune di Venezia”, curato dal centro studi Sintesi su incarico dell’Osservatorio Politiche di Welfare del comune di Venezia, e presentato ieri con una conferenza stampa in Villa Querini a Mestre, alla quale sono intervenuti il vicesindaco e assessore comunale alle Politiche sociali, Sandro Simionato, il direttore della direzione Politiche sociali, Luigi Gislon, il responsabile dell’Osservatorio, Michele Testolina, la direttrice del centro studi Sintesi, Catia Ventura.

“Abbiamo ritenuto necessario" – ha spiegato Simionato – "monitorare la reale situazione della crisi in atto, anche per capire come intervenire, come modificare i servizi e gli strumenti a nostra disposizione, come questi sono recepiti dalla popolazione che li utilizza o lo potrebbe fare. Il Comune mette in campo tutte le sue forze per affrontare queste problematiche, e anche il bilancio lo dimostra, ma quello che manca è un intervento strutturale da parte del Governo centrale”.

La ricerca ha evidenziato un’incertezza strutturale che colpisce, dunque, varie fasce sociali e che, nel tempo (dal 2009 ad oggi), è rimasta negativamente stabile, a causa della continua erosione della capacità di spesa e della perdita di posti di lavoro. Il 56% della famiglie veneziane è, inoltre, monoreddito, con stipendi che non vanno oltre i 2000 euro al mese e un mutuo da pagare. La quota dei nuclei familiari a rischio povertà (monoreddito e meno di 300 euro pro capite al mese) è precisamente del 10,9%, mentre la “zona grigia” (le famiglie che dichiarano di avere difficoltà ad arrivare alla fine del mese) è del 30,3%.

Quelle vulnerabili non sono, tuttavia, solo le famiglie veneziane definite “a rischio povertà”, ma anche quelle classificate come “inconsapevoli”, cioè quei nuclei familiari che dichiarano di non avere problemi ad arrivare alla fine del mese, ma che hanno un reddito pro capite inferiore a 500 euro al mese. Essi rappresentano il 15,6% delle famiglie, ricorrono spesso al credito di consumo (ad esempio utilizzando la carta di credito) oppure chiedono continuamente supporto economico alla famiglia di origine o, ancora, intaccano i propri risparmi, credendo che le loro condizioni economiche non possano peggiorare. Questa è forse la fascia più delicata e problematica della popolazione, poiché non ha coscienza della propria difficoltà economica. Il rischio è che, se prima o poi tale presa di coscienza dovesse avvenire, la famiglia non sia in grado di reagire, cambiare stile di vita o farsi aiutare.

Per far fronte alla situazione, l’Osservatorio Politiche di Welfare ha elaborato e attivato in particolare due strategie per garantire un certo supporto economico: a breve termine, il microcredito, un prestito agevolato per affrontare una spesa specifica; a lungo termine, l’educazione al risparmio, per tentare di modificare i comportamenti sociali e di consumo. Il Comune intende, infine, rafforzare le reti di collaborazione tra attori sociali (associazioni, volontariato, ecc.) e istituzionali (come ad esempio nei servizi delle Politiche educative e residenziali).

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