Attirata con l'offerta di lavoro e stuprata. "Forse altre vittime, chi sa qualcosa lo segnali"

Un episodio accertato in luglio a Mestre: in arresto Andrea Campana, 46 anni. Si sospetta che abbia abusato anche di altre donne. Colloqui "sospetti" pure a Verona, Mantova, Perugia

A sinistra l'arrestato, a destra la sostanza utilizzata per drogare la vittima

Due colloqui, la cena al ristorante. E poi le gocce di Rivotril nel bicchiere mentre la vittima è in bagno. Una sostanza che induce chi la assume in uno stato confusionale, di fatto incapace di intendere e di volere. Infine la violenza sessuale. Così, secondo le indagini degli inquirenti, una 30enne (all'epoca) di origine lettone e residente a Trieste è finita nella trappola di Andrea Campana, 46 anni, arrestato nei giorni scorsi a Roma e accompagnato al carcere di Regina Coeli. La giovane donna ha risposto nel luglio scorso a un annuncio su un popolare sito internet di offerte di lavoro e ha accettato il colloquio. L'impiego proposto era per il ruolo di hostess. L'incontro finale a Mestre, dopo una prima selezione a Verona.

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Il 46enne è finito in manette dopo minuziose indagini della squadra mobile di Trieste, che ora, con il suo dirigente Giovanni Cuciti, lancia un appello. Perché potrebbe non essere l'unico episodio del genere. L'uomo è sospettato di aver messo in piedi di volta in volta società fasulle con l'obiettivo preciso di effettuare dei casting di hostess. Selezioni dove non sarebbe stato possibile conoscere in anticipo il tipo di mansione richiesta. Avrebbe visto altre ragazze, anche quel maledetto 15 luglio, quando si verificò lo stupro.

Gli inquirenti stanno concentrando l'attenzione su altre serie di colloqui organizzati tra le città di Mantova, Venezia (con ogni probabilità Mestre), Perugia, Verona. Chiunque si sia imbattuto in annunci di Campana e abbia il sospetto che qualcosa di simile possa essere avvenuto in altre occasioni è invitato a segnalarlo alla polizia. La squadra mobile ha fornito il centralino della questura di Trieste, per ogni comunicazione: 0403790111.

LA VIOLENZA A MESTRE - A lanciare l'allarme la scorsa estate è stato il fidanzato della vittima, che dalle 22 fino alle 4 della notte seguente non ha più avuto modo di contattare la compagna. Per questo si è insospettito. La ragione era semplice: la 30enne era stata drogata con del Rivotril, una sostanza che rende la vittima incapace di intendere e di volere. La vittima, infatti, dopo essere arrivata in stazione ferroviaria a Mestre ed essere stata accompagnata nell'albergo indicato per le selezioni, aveva accettato l'invito a cena del presunto datore di lavoro. Una volta al ristorante, lei si è assentata per pochi minuti per andare al bagno. Sarebbe stato allora che l'arrestato avrebbe versato una boccetta intera di Rivotril nel bicchiere della sventurata. Preziose in questo senso sono state le testimonianze del cameriere che aveva servito in tavola e del resto dello staff del locale. E' stata anche recuperata la boccetta vuota utilizzata dal 46enne. A quel punto sarebbe scattata la violenza: la 30enne sarebbe stata portata in auto. Lì, lontano da occhi indiscreti, l'uomo l'avrebbe violentata. Tornando all'albergo, secondo quanto ricostruito dal portiere di notte, tra le 3 e le 4. Nel frattempo il fidanzato della donna aveva già lanciato l'allarme: non riusciva più a contattarla. Si mette al volante e raggiunge Mestre. La compagna non si ricorda nulla. Si sveglia a Trieste alle 11 ed è in stato confusionale. Viene portata al pronto soccorso e lì i medici si accorgono che ci sono tracce di benzodiazepine nelle urine. Viene subito interpellata la squadra mobile, che in questi mesi ha raccolto diversi elementi a carico di Fontana, residente di fatto a Roma. Anche se molto mobile sul territorio nazionale. Fino ad arrivare alle manette, scattate nei giorni scorsi. Le indagini, in ogni caso, continuano. 

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