Si impicca nella biglietteria dello stadio, ma la partita si gioca lo stesso

Domenica un 60enne romeno si è tolto la vita nella casetta di legno vicina allo stadio di Lugugnana. Ma le squadre poi sono scese in campo. "La vita di un uomo non vale niente", accusa il parroco

Uno stadio vuoto (archivio)

Si è giocato comunque. Nonostante un uomo si fosse tolto la vita a pochi metri dal campo da gioco. Nonostante fossero stati gli stessi dirigenti del Lugugnana, squadra di calcio di seconda categoria, ad accorgersi di quel cadavere che penzolava dal soffitto della casetta in legno che funge da biglietteria. Domenica pomeriggio il match tra Lugugnana e Libertas Ceggia si è disputato fino alla fine, e poco importa il risultato di 6 a 0 per i padroni di casa. Poche ore prima, verso le 15, c'era posto solo per forze dell'ordine e sanitari, per i rilievi del caso.

Il 60enne di nazionalità romena che si è tolto la vita con ogni probabilità si era intrufolato nella casetta (indipendente dall'impianto sportivo) nella tarda mattinata, dando luogo all'estremo gesto. "La vita di una persona non vale niente", ha affermato con rabbia don Roberto Battel, parroco di Lugugnana nel bollettino parrocchiale. Don Battel conosceva l'uomo che si è tolto la vita: da tempo manifestava il suo disagio per una difficile situazione familiare e su quel campo di calcio, da spettatore, aveva trascorso molti dei suoi pomeriggi di solitudine.

"Sinceramente penso che sarebbe stato opportuno non giocare - ammette al Corriere del Veneto il vicepresidente del Lugugnana, Mauro Guglielmini - però, considerando che la biglietteria non è dentro il campo e che entrambi i presidenti volevano disputare la partita, si è continuato. Abbiamo vinto 6 a 0 e siamo in testa alla classifica - continua - ma non è stata una grande vittoria morale".

 

LE REAZIONI - Il Comune di Portogruaro ha comunicato che convocherà la società che gestisce la struttura per far luce sulla vicenda.

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