Per i tassisti le nuove regole in Rio Novo non migliorano la qualità dell'aria, anzi

I rappresentanti della categoria contestano la soluzione del traffico alternato. «Serve un piano più ampio, siamo disponibili a impiegare motori a basso impatto»

Le norme adottate recentemente per limitare il traffico in Rio Novo, secondo i tassisti veneziani, non sono efficaci. Anzi, a lungo termine peggiorano la situazione perché i motoscafi sono "costretti" a fare un tragitto più lungo e quindi a produrre più inquinamento. «Vogliamo dare una interpretazione più opportuna - hanno spiegato - ai dati rilevati dalla nuova centralina dell'Arpav, considerato che è stata collocata all’incrocio tra il Rio dei Tolentini ed il Rio del Malcanton, in un punto senza venti, caratterizzato dal ristagno delle sostanze inquinanti nell'aria. Lì stazionano le barche di Veritas e transitano anche tanti altri tipi di imbarcazioni; inoltre viene rilevato lo smog del traffico di piazzale Roma, e altro ancora». E poi la centralina non rispetterebbe le distanze dai punti di transito come altre collocate in terraferma.

I dati dell'inquinamento

I rappresentanti della categoria (coop. Serenissima Taxi, coop. Easy Link, Consorzio Venice Watertaxi, Consorzio Venezia Taxi, Consorzio Motoscafi Venezia, Associazione Noleggio Taxi Uniti, Consorzio Lepanto), riuniti martedì mattina, hanno presentato la propria lettura delle misurazioni effettuate dalla centralina di monitoraggio della qualità dell'aria, in base allo studio commissionato a Divisione Energia e presentato dal professor Ezio Da Villa. La stazione Arpav era stata installata nel 2017 in seguito agli esposti dei residenti. Nei mesi scorsi, il Comune ha emesso ordinanze che disciplinano le limitazioni di circolazione nel Rio Novo e nel Rio di Ca' Foscari, istituendo, tra l'altro, il traffico a giorni alterni. «I risultati ottenuti dalle misurazioni - dicono i tassisti - non paiono attendibili: ad esempio risulta che in un giorno in cui sono transitati tutti i tipi di imbarcazioni si siano registrati valori di No2 (biossido di azoto) minori rispetto a una giornata di transiti di soli taxi. Significa che incidono di più le condizioni atmosferiche che il traffico in canale. E comunque il limite orario di concentrazione di No2 non è mai stato superato nelle giornate in esame, quindi non esiste un'emergenza sanitaria». Inoltre, «i divieti contenuti nei provvedimenti comunali causano una deviazione dei flussi dei natanti e il congestionamento di altre vie, spostando il problema anziché risolverlo».

Impatto ambientale

In conclusione, «il passaggio alternato di taxi e trasporto merci non è servito». È necessario, invece, «un piano urbano del traffico che metta a sistema vari interventi. Serve anche l'aiuto del Comune di Venezia perché siano impiegati motori meno inquinanti», oltre a una modifica del regolamento di sicurezza della capitaneria di porto, che al momento «impedisce di utilizzare motori a trazione elettrica». I tassisti concludono: «Chiediamo di avere un tavolo permanente, a cui partecipare come componente di rilievo per la costruzione di un piano acqueo complessivo. Siamo disponibili a intraprendere un percorso per arrivare a installare motori a basso impatto ambientale, e anche ad affrontare in generale il tema del traffico nei rii».

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Truffatore online per anni, lo vanno a prendere nel suo appartamento

  • Trovato morto a 17 anni: sospetta overdose da psicofarmaci

  • Due casi di overdose in poche ore a Mestre, morto un 24enne

  • Tour fotografico nella ex Sirma, fabbrica abbandonata a Porto Marghera

  • Un bambino sparito dopo scuola è stato ritrovato dopo ore di ricerche

  • Il sindaco Brugnaro risponde alle polemiche di Celentano: «L'ho invitato qui»

Torna su
VeneziaToday è in caricamento