Terminal off-shore, Regione e associazioni accelerano sul progetto

Si scioglie l'Unità di crisi. Nasce il Gruppo di consultazione strategico permanente con il quale interfacciarsi ogniqualvolta si vorranno creare infrastrutture e investimenti a mare

“Questa è l’ultima riunione come Unità di crisi della pesca: d’ora in avanti questo organismo diventerà Gruppo di consultazione strategico permanente con il quale interfacciarsi ogniqualvolta si vorranno creare infrastrutture e investimenti a mare”. In questo modo l’assessore alla pesca della regione del Veneto, Franco Manzato, ha aperto l’incontro con le associazioni di categoria del Veneto, convocate con un unico punto all’ordine del giorno: Terminal Off Shore di Venezia.

L’assessore considera di “prioritaria importanza l’integrazione del progetto del Terminal con un apposito piano di compensazione del comparto pesca”. “Alla luce delle osservazioni avanzate dal Magistrato alle Acque di Venezia – ha aggiunto Manzato –, la semplice firma del protocollo d’intesa non è più sufficiente, in quanto il Magistrato stesso mette in forte dubbio l’intero progetto e ha evidenziato alla commissione VIA nazionale le proprie perplessità sugli aspetti relativi alla  compensazione per il settore della pesca”.

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L’unità di crisi ha preso atto dei deficit presenti nell’attuale progetto del Terminal, che non tiene adeguato conto della richiesta di intervento urgente del settore ittico e che viceversa impatta pesantemente sul settore. “Se prima i pescatori e le loro associazioni chiedevano attenzione per le conseguenze determinate dalla eventuale creazione del Terminal sulle attività di pesca, oggi la richiesta è diventata pretesa di garanzie sul futuro del loro lavoro – ha precisato l’assessore Manzato –. E oltre al valore economico, non dimentichiamo che la pesca ha un ruolo fondamentale anche nel mantenere la sicurezza dei mari e nel conservare specie ittiche che, con opere di tale impatto, rischierebbero di scomparire”. “Prepareremo a breve un’informativa di Giunta sul questo tema – ha concluso Manzato –, che va ad aggiungersi alla richiesta inviata oggi al ministro dell’ambiente Andrea Orlando, invitandolo ad intervenire direttamente sulla questione”.

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