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Il Nordest continua a tremare, gli esperti: "Probabili nuove scosse"

Passata la paura, azzerati quasi totalmente i danni, gli esperti sottolineano come il sisma di ieri, con epicentro nelle Prealpi venete, sia un fenomeno isolato, ma la situazione va monitorata

La redazione 10 giugno 2012

Dopo l'Emilia, i suoi danni, le sue tragedie, a tremare è stato, ieri mattina appena dopo le 4, il Nordest. Si "arrampica" il terremoto, fino al Veneto e al Friuli Venezia Giulia: una scossa di magnitudo 4.5 della scala Richter e di 7,1 chilometri di profondità ha tirato giù dal letto gli abitanti delle località di Chies D’Alpago, Pieve d’Alpago e Tambre (Belluno) e di Cimolais, Claut, Erto e Casso (Pordenone). È questa, quella delle Prealpi venete, l’area dell’epicentro, come hanno poi spiegato i tecnici dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv).

Una fascia piuttosto ampia di territorio (almeno una trentina di Comuni) è stata coinvolta dal movimento, fortunatamente i danni si sono limitati a qualche comignolo caduto, nessun morto o ferito. "C'è qualche cornicione che manifesta delle crepe, qualche copertura da verificare e qualche camino che può cadere", ha osservato Loredana Barattin, sindaco di Chies, "ma nella sostanza di danni non si può parlare. Un po' più critici alcuni rari, vecchi edifici alle pendici del monte Teverone, ma anche in questo caso nulla di preoccupante".

Da ieri, comunque, l’Alpago è entrato nella zona di monitoraggio costante, oltre che per i sismologi, anche per la Protezione civile. Il dirigente regionale Roberto Tonellato ha dichiarato che il sisma delle Prealpi venete "non ha caratteristiche di gravità, ma è comunque un segnale da tenere sotto controllo", anche perché "quell’area ha una riconosciuta sismicità".

Ricordiamo che l'antico paesino di Chies (1.460 abitanti) venne pressoché abbattuto, come molte altre località della zona (a cominciare da Pieve, il comune principale), dal terremoto nel 1936, di magnitudo 5.9. La conca dell'Alpago, a pochi chilometri dal confine con il Friuli, a ridosso del bosco del Cansiglio, ha conosciuto il terremoto fin dal 217 a.C. e dal 1392 ad oggi sono stati almeno 36 gli eventi sismici importanti, se non distruttivi, documentati.

Lo stesso Luca Zaia, Governatore del Veneto, ha sottolineato come quanto successo non sia "un evento straordinario, anche se un sisma fa sempre paura e noi continueremo come sempre a informare i cittadini proprio perché possano tutelarsi al meglio contro i possibili effetti, sapendo che le regole di autoprotezione sono le più efficaci e comunque sia le prime da applicare".

In terremoto avvertito ieri rientra, dunque, pare, nella normale attività tellurica della zona. Si tratta, per ora, di una scossa isolata, che non sembra essere relazionata con quelle registrate in Emilia, come ha spiegato la sismologa dell’Ingv, Lucia Margheriti, anche se i due casi "rispondono alla stessa dinamica generale". Tuttavia, avvertono gli esperti, potrebbero esserci ulteriori scosse nei prossimi giorni, è normale che avvenga.

"E' la terra che si sta 'stiracchiando', ci dice di fare attenzione. Vediamola così, poeticamente" è stato, infine, il commento dello scrittore, scultore, alpinista Mauro Corona che vive a Erto (Pordenone) in Valcellina. "Io non ho paura. I tecnici e i geologi si arrogano l'illusione di sapere cosa c'é nel 'cervello' della terra", ha aggiunto, "ma si capisce che lei ci sta mandando chiari segnali".

 

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