Teschio nell'inceneritore, indagine Ulss: "Rigore nello smaltimento"

L'azienda specifica di seguire la procedura correttamente: "Se emergeranno irregolarità da parte del personale, avvieremo un’azione disciplinare"

Per ora il ritrovamento di quel teschio nel forno crematorio di Marghera, avvenuto giovedì pomeriggio durante delle operazioni di pulizia, non ha un perché. Del caso si sta interessando la magistratura, e intanto l'Ulss 13, da cui proveniva la cassa contenente quel reperto destinato alla cremazione, ha avviato un'indagine interna. L’azienda sanitaria, nel frattempo, vuole assicurare la rigorosità del protocollo di smaltimento delle parti anatomiche dagli interventi chirurgici che si svolgono nelle proprie sedi.

Il protocollo - si legge in una nota - prevede che la parte da smaltire sia inserita dal personale infermieristico in un apposito sacco per rifiuti speciali di colore giallo, che non permette il riconoscimento del contenuto. Il sacco viene inserito in un contenitore di plastica nero, sul cui coperchio viene apposta una etichetta coi dati anagrafici del paziente. Successivamente l’infermiere contatta la ditta adibita al trasporto, che si preoccupa di portare il materiale nel deposito in obitorio, dove verrà conservato in una cella frigorifera. Periodicamente, l’azienda invia questo materiale all’inceneritore.

Una volta decisa la spedizione, che viene effettuata a Dolo anche per il materiale di Mirano, l’operatore dell’obitorio contatta Veritas che fornisce una cassa in cui vengono collocati i singoli sacchi gialli. L’operatore dell’obitorio compie questa operazione con un elenco del materiale da smaltire, fornito dall’azienda, con cui verifica nuovamente il contenuto della cassa prima di sigillarla e consegnarla per la spedizione.

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L’Ulss 13, in queste ore, sta svolgendo tutte le indagini interne di propria competenza, in coordinamento con gli inquirenti. "In casi analoghi avvenuti in Italia - commenta l'azienda - si è giunti alla conclusione che i teschi ritrovati erano oggetti di studio impropriamente smaltiti: questa resta l’ipotesi più probabile, fatte salve quelle che potrebbe invece individuare la magistratura". Se poi emergesse una qualche irregolarità da parte del personale dell’Ulss 13, l’azienda avvierà ovviamente un’azione disciplinare.

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