Jesolo, i sorpassi pericolosi e la testimonianza che ha incastrato il "pirata"

Il racconto della ragazza che, assieme al fidanzato, ha messo gli investigatori sulla pista giusta. Il presunto responsabile ha ammesso il contatto ma ha detto di aver pensato allo specchietto

È una ragazza trevigiana di 22 anni la testimone che, grazie alla sua chiamata ai carabinieri e al suo resoconto dei fatti, ha permesso di individuare Alin Marius Marinica, il giovane accusato, con le sue manovre azzardate, di aver fatto finire fuori strada l'auto in cui sono morti quattro ragazzi a Jesolo. La denuncia della studentessa - che ha riferito la vicenda ai quotidiani locali - è stata fondamentale: agli investigatori ha spiegato che quella sera, poco dopo l'una, era in auto con il fidanzato e assieme si stavano allontanando da Jesolo, quando davanti a loro si è immessa la Volkswagen Golf guidata da Marinica. L'auto, ha spiegato la ragazza, procedeva con andatura strana, zigzagando in modo pericoloso e compiendo sorpassi ad alta velocità. I due l'avrebbero inseguita per un tratto e nel frattempo hanno chiamato il 112 e hanno spiegato la situazione, annotandosi parte del numero di targa.

Lo schianto mortale

Dopodiché l'avrebbero persa di vista e, pochi minuti dopo, arrivati all'incrocio con via Pesarona, hanno trovato l'incidente. La Ford Fiesta con a bordo cinque ragazzi era dentro il canale e Giorgia, unica superstite dello schianto, era in stato di choc. Diceva che la loro auto era stata spinta fuori strada. Gli altri ragazzi, intanto, venivano estratti senza vita dal veicolo. La trevigiana ha subito fatto il collegamento. Le successive indagini della polizia locale e dei carabinieri hanno portato a rintracciare il presunto responsabile, un 26enne di nazionalità romena. I segni sulla sua macchina sarebbero compatibili con l'impatto: lo avrebbe causato rientrando da uno dei sorpassi che stava eseguendo, tanto che il ragazzo è stato posto in stato di fermo, accusato di omicidio stradale plurimo e omissione di soccorso.

Interrogatorio

Ora si trova ai domiciliari in attesa dell'udienza di convalida che si svolgerà domani e nella quale il gip deciderà se applicare la misura cautelare in attesa del processo. Sottoposto all'alcoltest (ma molto più tardi, verso le 7 di mattina), sarebbe risultato al di sotto dei limiti di legge. Si sarebbe mostrato affranto per l'accaduto, ma avrebbe dichiarato di non essersi reso conto di aver colpito la Fiesta, di aver sentito un rumore e di avere pensato allo specchietto. Inoltre di aver guidato a non più di 80 all'ora. Su questo punto, così come su altri aspetti dell'incidente, dovrebbe fare chiarezza la perizia dinamica disposta dalla procura.

I funerali e il cordoglio della comunità

I funerali congiunti dei quattro ragazzi morti - Riccardo Laugeni, Eleonora Frasson, Leonardo Girardi e Giovanni Mattiuzzo - si terranno a Musile di Piave giovedì 18 luglio. La cerimonia avrà inizio alle 10. Le amministrazioni di San Donà di Piave, Jesolo, Musile e Noventa hanno proclamato il lutto cittadino per lo stesso giorno: tutta la cittadinanza è invitata ad esprimere il cordoglio con un minuto di silenzio in occasione della cerimonia. Sempre giovedì, l'Outlet di Noventa, dove lavoravano tre dei ragazzi morti, posticiperà l’apertura alle 11 e metterà a disposizione dei bus di collegamento andata/ritorno per agevolare il personale nella partecipazione al funerale. Mercoledì, invece, in una sala della direzione sarà a disposizione uno striscione dove il personale dei negozi potrà scrivere un pensiero di ricordo. Nei prossimi giorni, infine, sarà piantato nel centro un albero in memoria delle giovani vittime.

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