Thetis, Pd: "L'azienda è patrimonio per la città, noi preoccupati per l'incertezza continua"

La segreteria veneziana del partito: "La mancanza di prospettive per la società di ingegneria che ha progettato il Mose e l'insicurezza per i 100 lavoratori specializzati, ci allarma"

Foto dal sito: www.thetis.it

Continuano gli appelli del Partito Democratico rivolti all'amministrazione comunale riguardo al futuro di Thetis, società cui appartiene il progetto delle dighe mobili per Venezia, il Mose. 

"Desideriamo dichiarare la nostra forte preoccupazione per il protrarsi della situazione di incertezza che coinvolge il futuro società - scrive la segreteria veneziana del partito - che ha svolto e svolge attività di eccellenza riconosciute in ambito nazionale e internazionale, e per l'occupazione dei suoi 100 lavoratori altamente professionalizzati. Thetis costituisce un patrimonio non solo per i propri azionisti, ma soprattutto per la città Metropolitana di Venezia e per l’intero paese, grazie alle diverse competenze acquisite nell’ambito della salvaguardia di Venezia e della sua laguna.

Molti sono stati anche gli appelli delle sigle sindacali rappresentative all'interno dell'azienda, fin dall'inizio della crisi che ha messo in discussione la società appartenente a maggiornaza al Consorzio Venezia Nuova, e che ha dovuto pagare il prezzo dello scandalo Mose scoppiato in laguna, oltre due anni fa.

E con essa anche i 100 lavoratori specializzati, il cui contratto è stato fino ad oggi rinnovato di periodo in periodo, senza nessuna sicurezza sul futuro della compagnia e sulla loro occupazione.

"I commissari ad oggi non hanno esplicitato quali siano le volontà strategiche rispetto all'azienda né sul fronte dei settori dedicati al territorio e all’ambiente, né sul fronte della manutenzione e gestione del sistema Mose - scrive il Pd. - Noi crediamo che Venezia non debba e non possa perdere uno straordinario patrimonio umano di giovani professionisti e che il fallimento di Thetis non significherebbe solo la perdita di posti di lavoro, ma anche l'impossibilità di riqualificare a fini produttivi l'Arsenale storico, rinunciando a rappresentare al mondo che a Venezia si può investire e innovare nel massimo rispetto per l'ambiente. Per tali ragioni riteniamo non più procrastinabile un impegno preciso da parte di tutte le istituzioni, a partire dall’amministrazione comunale, annunciando che agiremo in sede parlamentare, attraverso i nostri deputati, per sollecitare l’intervento del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Graziano Delrio".

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