Iva sulla Tia, Veritas condannata: "Si intestardisce, ma pagano i cittadini"

La multiutility dovrà restituire l'Iva sulla Tia e pagare gli oneri processuali a 9 utenti. Federconsumatori: "Perché non abbandona il contenzioso smettendo di pesare sulla collettività?"

È di martedì la pubblicazione della sentenza attraverso la quale il giudice d’appello si è pronunciato favorevolmente nei confronti dei 9 utenti convenuti da Veritas, appellatasi alla precedente sentenza del 2016, che, in primo grado, aveva riconosciuto il pagamento a favore degli utenti ricorrenti, da parte di Veritas, per somme comprese tra 185 e 633,64 euro, oltre interessi legali e la condanna al rimborso delle spese di lite e compensi professionali.

Iva sulla tassa

La causa pilota promossa nel 2014 da Federconsumatori Venezia aveva lo scopo di confermare quanto stabilito dalle precedenti sentenze, secondo cui la Tia ha natura propriamente tributaria e pertanto non è assoggettabile ad Iva. Si chiedeva pertanto a Veritas di dar seguito alle richieste in precedenza avanzate dagli utenti, di vedersi restituite le somme versate, e non dovute, a tale titolo. Il giudice di primo grado aveva dato ragione agli utenti, condannando inoltre Veritas al pagamento delle spese di procedimento, oltre al rimborso forfettario e accessori di legge.

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'Nuova condanna'

Ora la condanna è stata confermata: "Con appello, che ci permettiamo di ritenere “temerario” - dichiara in una nota Federconsumatori - considerando che non sono poche le sentenze di condanna in primo grado contro Veritas, così pure le sentenze di appello e in Cassazione, Veritas si è opposta con esito nuovamente a lei sfavorevole e, per il principio della soccombenza, c'è una nuova condanna alle spese. Già tempo addietro la nostra associazione si è spesa nei confronti di Veritas, non solo per ottenere il rimborso per tutti gli utenti, ma anche, e soprattutto, per trovare accordi transattivi per i contenziosi: considerato il mancato accoglimento delle nostre precedenti richieste, nonché la pendenza di ulteriore processo di appello relativo all’altra causa pilota, non stupirebbe il ricevere la citazione per ricorso alla Corte Costituzionale. Un ultimo quesito perciò continuiamo a porci e porre a Veritas - si conclude - perché non abbandona il contenzioso, annullando così gli inutili costi per le spese di lite che si trova condannata a pagare, utilizzando i soldi, lo ricordiamo, versati da tutti gli utenti?".

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