Traffico acqueo, emergenza Rialto. Rischi per navigazione quotidiani: "Si cambi l'ordinanza"

Il passaggio di taxi, motoscafi e gondole, e le varie deroghe alla vecchia ordinanza, rendono caotico e pericoloso il passaggio sotto il ponte. Allarmi ripetuti dei conducenti dei vaporetti

A Rialto è una vera e propria emergenza. Come riporta la Nuova, la situazione è critica, con il traffico impazzito, in costante peggioramento. Gli stessi piloti dei vaporetti sono costretti a lanciare più volte l'allarme via radio, per via di gondole e taxi che impediscono, di fatto, il passaggio nonché l'attracco sicuro.

Ecco perché il presidente del comitato lavoratori navigazione Actv, Nevio Oselladore, ha inviato una lettera congiunta a Capitaneria di porto, sindaco di Venezia e Procura della Repubblica, per metterli in allerta di una situazione di pericolo evidente. "Le ordinanze e il regolamento comunale non vengono rispettati - spiega - E comunque sono ormai insufficienti a garantire la sicurezza di chi va in barca. I preposti alla navigazione non ci stanno più ad assumersi la responsabilità di quello che succede".

Anno dopo anno si è assistito ad una crescita delle barche in Canal Grande, ma manca di fatto una regola che ne limiti il passaggio, come ad esempio il numero chiuso. Le ordinanze degli ultimi anni, a quanto pare, non sono bastate per mantenere una parvenza di ordine. L'ordinanza 274, spiega Oselladore, quella introdotta a seguito della morte di Vogel sotto il ponte di Rialto, sarebbe applicata solo in alcune sue parti, ad esempio in quelle che vietano ai residenti di passare sotto il ponte fino a mezzogiorno. Dopo le proteste di categoria, invece, sono state concesse delle deroghe per le gondole, così come i divieti sarebbero troppo lievi per i motoscafi, liberi di circolare dopo le 15, e il cui numero pare in costante aumento.

La situazione è delicata, e urgono dei provvedimenti. Gli operatori, infatti, sono ben consci dell'impossibilità di lavorare in certe condizioni. "Sono necessarie delle soluzioni per limitare i danni - spiega Oselladore - Non è possibile che si rischi giorno dopo giorno, e che i vaporetti debbano attendere sempre prima di approdare. Con tutti i rischi che ne conseguono".

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