Traffico illecito di rifiuti scoperto dalle fiamme gialle: 25 indagati, tre aziende sequestrate

Materie plastiche destinate alla Germania venivano stoccate a Malcontenta e Marghera. Un broker moglianese faceva figurare finti trasferimenti per frodare il fisco

Rifiuti non pericolosi, soprattutto scarti della lavorazione della plastica provenienti da aziende di varie regioni italiane, risultavano spediti, solo sulla carta, in Slovenia e in Svizzera, ma venivano in realtà stoccati in depositi non autorizzati di Malcontenta e Marghera a Casalvecchio, nel Foggiano. In questo modo un gruppo di imprenditori avrebbero evaso l'ecotassa, 90mila euro in tutto, e sottratto al Fisco proventi per oltre 6 milioni di euro. 

A scoprire l'illecito traffico di rifiuti sono stati gli investigatori del nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza di Treviso. Nel registro degli indagati (tra le accuse c'è l'associazione a delinquere finalizzata al traffico di rifiuti non pericolosi) sono finite ben 25 persone (una decina di veneti), titolari di 28 aziende di vario tipo con sedi nelle province di Treviso, Venezia, Padova, Vicenza, Varese, Milano, Brescia, Parma, Roma e Frosinone. Per tre imprenditori, un 55enne trevigiano, titolare di un'azienda moglianese specializzata nel trattamento dei rifiuti, un 62enne e una 37enne rumena, entrambi residenti in provincia di Foggia, è scattata anche il temporaneo divieto di gestire rifiuti.

Il vero perno dell'organizzazione che vede coinvolti anche alcuni trasportatori "compiacenti" era il 55enne che fungeva da mediatore tra le aziende che volevano liberarsi degli scarti di lavorazione plastiche e alcune ditte tedesche che erano i clienti finali. Per frodare il fisco l'imprenditore faceva figurare che i rifiuti da lui presi in carico erano destinati a due società slovene e ad una svizzera. Si trattava, hanno accertato le fiamme gialle, di semplici "cartiere", società di proprietà del trevigiano che servivano solo a documentare i vari passaggi dei rifiuti e frodare il Fisco. 

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L'indagine, coordinata dalla Procura Distrettuale di Venezia, ha portato a sequestrare i tre siti di stoccaggio usati dall'organizzazione, i due in provincia di Venezia e quello in provincia di Foggia in cui due delle tre società ora interdette alla gestione dei rifiuti. Accertata dagli investigatori una movimentazione di rifiuti pari a 8.800 tonnellate.

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