Trattativa bloccata su premio di distretto a Murano, Filctem Cgil: "Confindustria si sfila"

L'associazione a tutela delle imprese disconosce l'esistenza di un sistema e punta a lasciare autonoma determinazione alle aziende sui riconoscimenti economici. Cgil: "Regresso"

Mercoledì in Confindustria Venezia si è svolta la trattativa tra l'associazione imprenditoriale e il sindacato Filctem Cgil per il premio di distretto del vetro di Murano. Un riconoscimento economico scaduto nel dicembre 2016. E che attendeva da tempo di essere ridiscusso e rinnovato. Ma l'esito dell'incontro ha portato sostanzialmente ad un nulla di fatto.

Confindustria sembra negare l'esistenza di un sistema tenuto insieme da tutte le parti e mira a slegare le mani delle aziende sul riconoscimento o meno del contributo economico.

Ciò che emerge - scrive Michele Pettenò, Filctem Cgil -  è in linea con quanto avevamo previsto. La posizione di Confindustria Venezia punta non solo a mettere in discussione quanto finora costruito negli anni fra lavoro e imprese, ma anche a disconoscere per il futuro il premio di distretto. Togliendo ai lavoratori la possibilità di vedersi riconoscere il contributo, guadagnato nel tempo e di pari passo rispetto alla crescita della produttività nel sistema".

Insomma Confindustria non intende più trattare, né sottoporre le associate a mediazioni o accordi con il sindacato sul fattore lavoro.

"Questo - spiega Pettenò - si tradurrà di fatto nella creazione di lavoratori di serie "A" e di serie "B", magari anche all'interno delle stesse aziende, contribuendo a scardinare un organismo. Gli squilibri e le disparità si rifletteranno sul lavoro. Molte imprese diranno che non ci sono le condizioni economiche e pratiche per erogare il premio e lo revocheranno".

Aggiunge Pettenò: "Sarebbe stata l’occasione ideale per parlare di welfare aziendale, ma nonostante la completa disponibilità da parte del sindacato a trovare gli equilibri per legare una parte del premio a questo aspetto, Confindustria ha risposto sostenendo che culturalmente il distretto non è ancora nelle condizioni di poter comprendere e accettare questo meccanismo".

"La cosa risulta essere molto grave, a nostro avviso,  - conclude Pettenò - perché i presupposti per costruire in termini condivisi il premio e il distretto ci sono tutti. I parametri che alla fine avrebbero determinato il valore totale del premio potevano essere trovati assieme, dimostrando così di fatto che anche in momenti di crisi si lavora per costruire il futuro, coinvolgendo tutte le parti. Ora la parola passerà ai lavoratori. Stiamo preparando un’assemblea generale in cui chiederemo loro di esprimere la loro volontà. Solo allora, assieme, decideremo quali iniziative intraprendere".


 

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