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Tromba d'aria: oltre 6 milioni di danni, ma forse dovremo pagarceli da noi

Dal 2010, da quando il Trevigiano venne flagellato da una tempesta simile, non arrivano più risarcimenti da Roma. A Pellestrina aspettano ancora quelli promessi per il ciclone di 2 anni fa

La redazione 14 giugno 2012

La conta dei danni continua dopo la tromba d'aria che martedì ha devastato la Laguna di Venezia. L'ha ferita come una rasoiata. Fulminea. In pochi minuti ciò che era in piedi non lo era più. Di certo, però, questo non è l'unico fenomeno che nel Veneto, e nel Veneziano, ha seminato distruzione negli ultimi anni.

 

Quaranta i cicloni che si sono abbattuti nel Veneto in dieci anni. Nel 2010, per esempio, è toccato a Pellestrina, dove subito dopo il disastro sbarcò anche l'allora dirigente della protezione civile Guido Bertolaso. Davanti ai cronisti e alle telecamere dichiarò che sarebbero stati stanziati dei fondi, e che grazie alla dichiarazione di calamità naturale le procedure burocratiche sarebbero state veloci. "Entro fine anno ci saranno i soldi", dichiarò. Poi, invece, più nulla. Non un centesimo. Il palasport e decine di case furono scoperchiate e le coltivazioni distrutte, ma i due milioni di euro promessi da Roma non sono mai arrivati.

 

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Per questo l'impressione è che stavolta (complice anche l'emergenza terremoto in Emilia) i veneziani dovranno fare da sè. Comune e cittadini. Anche perché quello del 23 luglio 2010 non fu di sicuro l'unico caso di questo tipo. Nel 2007 a San Giuliano, quando migliaia di persone stavano aspettando l'inizio dei concerti della seconda giornata dell'Heineken Jammin' Festival, una tromba d'aria devastò l'area del palco e scaraventò a terra due torri. Ci furono feriti, solo per caso nessun morto. Nel 2004 tra Caorle, Eraclea e Sottomarina furono ben tre i cicloni in un'estate. Nello stesso anno a Pellestrina affondò un peschereccio. Con ogni probabilità la lista sarà destinata ad allungarsi in futuro.


Il Comune intenderebbe stanziare quattro milioni di euro ricavandolo dai fondi della Legge Speciale, Banca Antonveneta ha stanziato 20 milioni per prestiti a tassi agevolati. Ma i soldi, com'è accaduto per esempio con la Provincia di Verona bloccata dal patto di stabilità in occasione dell'alluvione di Ognissanti che colpì anche le terre scaligere il 1 novembre 2011, e questo è un auspicio, arriveranno in tempi celeri? La Coldiretti ha già dichiarato che l'agricoltura ha subito danni per 4 milioni di euro, mentre lo stadio Penzo è stato dichiarato inagibile. Costerà 300mila euro rimetterlo in sesto. Poi ci sono i privati cittadini, che hanno visto i tetti delle proprie case volare via. Hanno bisogno di aiuto subito. La soluzione, forse, per il futuro, è una sola: assicurarsi per questo tipo di calamità naturali, sempre se "l'onore" delle polizze (e il proprio stipendio) lo consentono.

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