Nell'azienda metà dei lavoratori italiani in nero: scoperta maxi truffa all'Inps

I controlli di finanza e carabinieri hanno messo nei guai un imprenditore di Cavarzere. Sono 32 i dipendenti senza contratto. Omesso pagamento di contributi per 700mila euro

Più di metà dei lavoratori erano in nero. Ma non è la classica storia di imprenditori cinesi che si fanno beffe dell'ordinamento giuslavorista del nostro Paese. Stavolta la storia è ben diversa, visto che l'imprenditore in questione è italianissimo ed era attivo nell'area di Cavarzere. Sui cinquant'anni, aveva deciso di mettere in piede un laboratorio per il confezionamento di capi d'abbigliamento. Alle sue dipendenze oltre una sessantina di persone, tutti sempre italiani. Più della metà, come detto, senza lo straccio di un contratto. Per questo motivo l'imprenditore e pure il suo consulente sul lavoro sono stati denunciati. 

Per loro infatti non solo l'obbligo di regolarizzare la posizione dei propri sottoposti, ma anche una salata multa (che sommando le varie contestazioni arriva a 60mila euro). A ciò si aggiunge la segnalazione alla magistratura per truffa all'Inps, visto che durante le indagini è emerso come l'imprenditore nel mese di dicembre avesse usufruito di una cassa integrazione straordinaria in deroga in base a false attestazioni. Tra queste il fatto che i suoi dipendenti avrebbero usufruito di tutte le ferie arretrati, cosa che secondo la tenenza della guardia di finanza di Chioggia e il nucleo ispettorato del lavoro dei carabinieri sarebbe risultata falsa. Si parla in questo caso di un profitto irregolare di 18.762 euro. 

Il primo controllo è scattato a fine gennaio. Un accertamento che ha lasciato basiti gli stessi rappresentanti delle forze dell'ordine. Quest'ultimi si sono presentati nella sede dell'impresa di Cavarzere trovandosi di fronte a una situazione definita in una nota "grave e del tutto singolare, mai rilevata prima in Veneto". Sarebbero stati 28 i lavoratori risultati in nero, cui se ne devono aggiungere altri 4 assunti irregolarmente. Tutti italiani. Si tratta di oltre la metà dei 62 presenti nella ditta. "Tutti risultavano operare in una struttura priva dei sistemi antincendio, dei dispositivi di protezione personale, e senza alcuna adeguata formazione personale sulla sicurezza", sottolinea la Finanza. 

Nell’ambito degli accertamenti, sono stati approfonditi gli aspetti relativi alla posizione contributiva dell’imprenditore. Tali verifiche, effettuate anche con l’apporto di personale dell’Inps di Venezia, hanno consentito di appurare il mancato versamento da parte della società delle ritenute previdenziali e assistenziali, oltre che delle quote di pensione operate sulle retribuzioni dei lavoratori dipendenti. Riscontrata anche l’omissione della denuncia dei contributi mensili, per un importo complessivo di circa 700mila euro. 
 

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