Acquistano la minicar con un assegno rubato, truffa sventata in extremis a Mirano

Una 60enne era stata raggirata da un trio di malintenzionati che poi avevano rimesso in vendita il veicolo sul web e metà del prezzo. Ad attenderli però c'erano i carabinieri

Si sono presentati dieci giorni fa a casa di una signora di Mirano rispondendo a un annuncio di vendita pubblicato su un sito specializzato. Erano ben contenti di concludere l'affare, anche perché per loro sarebbe valso un mucchio di quattrini senza sborsare alcunché. Tre trevigiani, rispettivamente di 23, 29 e 71 anni, sono stati denunciati dai carabinieri del Norm del capoluogo della Marca per truffa e ricettazione in concorso.

Il raggiro del trio era andato a segno il 14 giugno scorso, quando due degli indagati si sono presentati alla porta di una 60enne di Mirano. Si tratta dell'inserzionista dell'annuncio di vendita di una minicar, modello "Casalini M10". Il veicolo è stato acquistato dalla coppia a un prezzo di 7mila euro e pagata però con un assegno poi risultato rubato. Un danno non da poco per l'ex proprietaria, che ha deciso di rivolgersi ai carabinieri. 

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Passano pochi giorni e il 21 giugno la minicar è stata rimessa in vendita dal terzo complice del gruppetto, sempre sullo stesso portale specializzato in e-commerce. Il prezzo? 3.700 euro. Soldi che avrebbero costituito il guadagno netto dell'operazione. L'inserzionista è stato contrattato da finti clienti, che altro non erano che i carabinieri. All'appuntamento, quindi, ha trovato ad attenderlo i militari  dell'Arma, che nel frattempo avevano rintracciato il veicolo grazie alla segnalazione di un potenziale acquirente. La minicar è stata sequestrata e restituita alla proprietaria. I carabinieri sottolineano che, qualora la trattativa si fosse conclusa, il veicolo sarebbe stato difficile da individuare: niente targa e niente targa circolazione. 

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